Videogame

Vivere un videogame…

Salve gente!
Vi capita mai di perdervi in riflessioni inutili?
A me continuamente e ho deciso di farvi partecipe di una in particolare.

Parlando di videogame, siete sicuri che i termini come “immedesimazione” o “immersione” possano essere usati nello stesso modo di un film o di un libro?
Mi spiego meglio, partendo dal significato di queste due parole:

Immedesimazione: Intima partecipazione ai sentimenti, alla visione del mondo di un’altra persona che porta quasi a identificarsi con essa.

Immersione: Totale compenetrazione, anche temporanea, in una data dimensione di vita.

(fonte dizitaliano Corriere della sera)

Bene, ora che abbiamo chiarito di cosa stiamo parlando è il momento di fare il passo successivo.
Qual è il rapporto tra immersione e immedesimazione?
Se la prima necessita dell’altra, la seconda non è legata a questa logica.
Senza calarsi nei panni di un determinato personaggio, non riusciremo a “respirare” il contesto in cui si svolge la sua storia; allo stesso tempo, non abbiamo bisogno di comprendere le logiche di un universo narrativo se il nostro obiettivo è quello di sviluppare una particolare “empatia” con una figura fantastica.
Ma cosa c’entrano i videogame?
Nel mondo dei videogiochi non basta un comparto narrativo importante e una ottima caratterizzazione dei personaggi per riuscire ad immergersi completamente nell’ambiente di gioco.
In questo caso, molteplici fattori ed espedienti hanno come obiettivo quello di far sembrare il mondo di gioco “vivo”.

The-Witcher-3-Wild-Hunt

Entrando in un villaggio di The Witcher 3 per esempio, potreste trovarvi ad osservare i personaggi controllati dal computer, intenti in quella che può essere definita come una routine giornaliera.
La moglie del fattore si sveglia tutte le mattine e per prima cosa prepara la colazione, poi esce di casa e impiega tutta la mattinata a spennare un’oca chiacchierando con le vicine (efficienza, questa sconosciutaJ). Al mezzo del giorno prepara il pranzo, lo consuma con la sua famiglia per poi recarsi al fiume a fare il bucato. Al calar del sole rientra a casa, fa le pulizie, cucina nuovamente, cena e dopo aver visto che il marito ha deciso di passare gran parte della nottata alla locanda, se ne va a dormire.
Questo avviene tutti i giorni, indipendentemente dalla vostra presenza o dalle vostre azioni (beh, a meno che non vi parta il ciucco e decidiate di distruggere l’intero villaggio).
Potreste essere dall’altra parte del mondo di gioco ma la moglie del fattore si alzerebbe ugualmente tutte le mattine per ripetere quelle azioni che caratterizzano la sua giornata, in barba alla vostra presunzione di essere protagonisti!
Se cercassimo di valutare la situazione dal suo punto di vista, il protagonista della storia che state vivendo non avrebbe una così grande importanza, anzi, sarebbe 00000.0l’ennesimo tipaccio armato che è passato più e più volte nel suo villaggio e che magari ha dato anche una sbirciatina in casa sua senza essere invitato, rubacchiando ciò che era rimasto in bella vista.
Tutti questi piccoli dettagli contribuiscono a rendere le esperienze vissute per mezzo del vostro “avatar” come qualcosa di solido, di concreto. Il vostro personaggio muove i suoi passi su di un solido terreno, viaggiando in un ambiente che ha le sue regole, incontrando figuranti che concretamente “vivono” la loro esperienza completamente slegati dalle vostre logiche, senza essere sagome immutabili come fossero fatti di cartone.
Ed ecco che oltre ad una “Intima partecipazione ai sentimenti, alla visione del mondo di un’altra persona che porta quasi a identificarsi con essa”, sperimenterete anche una “Totale compenetrazione, anche temporanea, in una data dimensione di vita.”
O forse no?
Ho preso The Witcher 3 come esempio non per caso.
Nei videogame la vostra “telecamera” può essere posizionata con diverse prospettive.
Se vedeste il mondo di gioco come se osservaste l’ambiente dagli occhi del vostro avatar, si tratterebbe di prospettiva in prima persona.
In TW3 la telecamera è posizionata alle spalle del protagonista, quindi si parla di terza persona.
Questo porta al risultato che qualsiasi cosa vediate, ci sarà sempre il vostro avatar tra voi e il resto dell’ambiente.
Come è possibile provare una totale esperienza di immersione con un ostacolo cosi grande davanti gli occhi?
A parer mio, è impossibile.
Togliamo l’ostacolo quindi.

fallout-4

In Fallout 4, il mondo di gioco può essere osservato nella sua interezza usando la prospettiva in prima persona.
Senza alcun ostacolo davanti gli occhi, l’immersione è totale.
O forse no?
Abbiamo detto che per una totale immersione è necessaria l’immedesimazione.
Viene quindi da chiedersi se giocando in prima persona si può realmente parlare di immedesimazione.
Le azioni che il vostro avatar compie nel mondo di gioco le vedete come se fossero compiute da voi stessi.
A lungo andare vi troverete a interpretare più voi stessi che un ruolo.
Alla fine, vi immedesimereste in voi, neutralizzando quella immersione di cui parlavamo sopra.

Bel casino eh?
O almeno questo è come la vedo io.
Voi che ne pensate?

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Gabriele Cordelli

Gabriele Cordelli

Nerd, Geek e forse anche un po' Otaku!
Insomma, quando si parla di creatività non mi tiro mai indietro, specialmente se c'è da condividere ;)

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