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Viaggi da sogno: Kenya

Il Kenya è sempre stato uno dei viaggi “sulla lista”, quelli “assolutamente da fare”, a cui pensi prima di addormentarti e che speri di sognare! Ho coronato questo sogno nell’estate 2010, ma il suo ricordo è ancora molto vivido! 😉

 

Il Viaggio

Il volo è veramente stancante, sono 8 ore di viaggio con all’andata scalo tecnico a Zanzibar e al ritorno a Roma, trasformando le ore da 8 a 10 (abbiamo fatto voli anche più lunghi [in Cina o per Phoenix, ma questo è stato micidiale!). Abbiamo volato con Blu Panorama, che sconsigliamo vivamente per il rumore assordante (ok l’ala, ma non abbiamo chiuso occhio!), per le lunghe attese a bordo a Zanzibar e per le sedute mignon (ora, io in realtà non ho avuto problemi, ma Gabriele, che è abbastanza alto, sì!!).

Atterrati a Mombasa la compagnia con la quale abbiamo organizzato il viaggio, ci ha caricati tutti su un pulmino e ci ha “depositato” nei vari villaggi. Le zone consigliate per soggiornare sono sopra Mombasa, le più belle Watamu e Malindi (noi avevamo il villaggio qui), mentre sono assolutamente sconsigliate le zone troppo vicine alla Somalia e a sud di Mombasa. Il viaggio dall’aeroporto è di circa 2-3 ore.

panorama-villaggio-scorpio

Il Villaggio

Lo Scorpio Villas, villaggio a Malindi con poca animazione e poca confusione (volutamente cercato e scelto così), è stato perfetto: qualche serata a tema con spettacoli, ottimo cibo con punti di ristoro un po’ ovunque e personale gentilissimo. Vi consiglio la formula all inclusive.

I primi 2 giorni e mezzo siamo stati in villaggio, a bordo piscina in totale relax; il mare lo abbiamo visto in lontananza perché, sia di mattina sia nel tardo pomeriggio, c’era bassa marea e il panorama che ti si presenta è per lo più un’infinità di alghe (ricordo che il periodo che abbiamo scelto è stato a metà agosto). Altro punto negativo sulle spiagge sono i beach boys: persone del posto che cercano di venderti escursioni e safari in modo abbastanza assillante… per quanto pareri più o meno unanimi hanno ribadito la loro buona fede e la loro bontà, noi abbiamo preferito fare tutte le escursioni con il villaggio… complici anche alcune amicizie che si erano create all’interno!

Se v’informate sull’orario dell’alta marea potete trovare spiagge senza i beach boys poco distanti dal villaggio dove siete (dal nostro, ad esempio, ce n’era una a 4 km) ma ce ne sono tante!

 

Il Safari Blu

Il sabato abbiamo fatto il safari blu (attenzione a non scegliere il giorno troppo a ridosso del rientro perché se fosse brutto tempo non avreste la possibilità di rimandarlo). Se siete a Malindi, vi portano nella zona di Watamu e nella cosiddetta “Sardegna 2”, se soggiornate in altre zone, ovviamente, la meta cambia. La barca è abbastanza grossa e c’è un sotto coperto e un sopra dove ti puoi distendere e prendere il sole, all’interno c’è il vetro che dà sul mare.

Prima tappa: mare profondo dove abbiamo fatto snorkeling, tanti pesci ma niente a che vedere con lo snorkeling nel Mar Rosso con la barriera corallina. Seconda tappa: al largo di “Sardegna 2” si trova una secca… in mezzo al mare, l’acqua ci arrivava alle ginocchia! Molto suggestivo! Ovviamente il mare è bellissimo! Terza tappa: pranzo. 🙂 Ovviamente, il pasto è esclusivamente a base di pesce (strepitoso!) sulla barca a riva e, dopo un po’ di relax, si rientra al villaggio, nel primo pomeriggio.

Momento top: a riva, un pescatore ci ha fatto prendere in mano un pesce palla, bellissimo!

 

Il Safari

La domenica e il lunedì abbiamo fatto il safari (il costo variava dai 200 ai 300€). Assolutamente non fare il safari di un giorno e, anzi, se avete la possibilità, fatelo di 3 giorni e 2 notti perché è una cosa indimenticabile. Potete scegliere di dormire nel campo tendato oppure nelle palafitte. Noi abbiamo optato per questa soluzione ed è stato fantastico: sentire gli animali la mattina presto che vengono sotto le palafitte ad abbeverarsi è un’emozione unica. Durante la gita abbiamo attraversato i parchi Tzavo est e Salt Lick (dove abbiamo dormito), in quest’ultimo abbiamo visto, fra le nuvole, il Kilimangiaro. Il safari è, a mio avviso, una delle esperienze più emozionanti da vivere, che abbiamo ripetuto anche in Sud Africa.

Al ritorno ci siamo fermati in un villaggio Masai, tribù africana originale che mostrano il villaggio, le case, come fanno il fuoco e la loro danza tipica (dopo aver pagato 10€).

Il martedì ci siamo riposati e ci siamo goduti l’ultimo giorno di Kenya e siamo ripartiti il mercoledì.

Se già in Italia avete intenzione di andare all’orfanotrofio (ma questo anche nel villaggio Masai) potete portarvi dietro penne e quaderni da dare ai bambini, o palloncini, o giocattoli, o vestiti… N.B.: non date loro, però, le caramelle perché gli fanno male ai denti e non si possono curare.

 

Consiglio spassionato: se vi piace la vita da villaggio, allora la miglior cosa sarebbe stare 2 settimane, per approfittare a pieno del relax e per avere comunque qualche giorno da dedicare alle varie escursioni, altrimenti, se siete come noi, una è sufficiente.

 

Consigli utili e pratici

Nei negozietti (presenti anche nel villaggio) contrattate sempre. Non importa che portiate i dollari, gli euro vanno benissimo.

Se dal villaggio volete spostarti in città o nella spiaggia vicino, troverete sempre il “tuc-tuc”, un motorino con due posti dietro, costa pochissimo ed è molto comodo… se non altro, è un’esperienza! Le strade sono piene, anzi pienissime di buche (quando sono asfaltate), tanto che abbiamo coniato il detto “Kenya style” che riproponiamo (tristemente) anche in alcune strade italiane…

Il tempo è sempre stato bello, sole e abbastanza caldo, ma mai caldissimo (perché agosto corrisponde al loro inverno) e la sera (il sole tramonta alle 18) era necessaria, a volte, anche una maglietta a maniche lunghe, quindi clima ideale! Solo il martedì mattina ha piovuto un paio d’ore, ma subito dopo è spuntato il sole, come a volerci salutare… 🙂

Note dolenti: zanzare. Là è pieno! Nel safari no (io mi davo l’Autan lo stesso, la mattina, prima di partire), ma nel villaggio sì! Soprattutto dopo le 18. Nonostante l’Autan siamo stati punti… sia di giorno che di sera!

Non sono obbligatori vaccini, ma a noi hanno consigliato di fare quello per l’epatite A (avevamo già la B); ad altri ragazzi (che abbiamo incontrato al villaggio) hanno fatto fare anche la febbre gialla, mentre è consigliata la profilassi anti-malarica. Purtroppo non è un vaccino quindi si è comunque un po’ a rischio e dà un po’ di effetti collaterali… noi abbiamo optato per il Malarone, che è quello con meno effetti collaterali, ma vi posso assicurare che non sono state settimane semplici! XD

In conclusione? Viaggio assolutamente da fare! Noi ci siamo innamorati del safari, che abbiamo rifatto in Sud Africa e che speriamo di rifare, prima o poi, anche in Botswana e in Namibia… 😉

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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