ArteCinema

The Imitation Game – recensione del film

E poi ti domandi come sia possibile che The Imitation Game non abbia preso neanche una statuetta al Golden Globe 2015…

Uscita dalla sala cinematografica, con gli occhi lucidi e il cuore che batte all’impazzata, ripenso alla storia, ai piccoli, grandi dettagli contenuti nell’ultimo film del norvegese Morten Tyldum: l’equilibrio fra dramma, ironia, sensibilità e Storia è impeccabile.

Il film ripercorre la vita del matematico Alan Turing, interpretato da un magistrale Benedict Cumberbatch, con salti temporali per comprendere la realtà di Turning, senza però incappare in artefici confusionari: squarciando la classica narrazione del biopic, il regista coglie tre momenti fondamentali della vita del matematico, intrecciati perfettamente anche grazie a un montaggio sublime. Tre periodi di vita che hanno un unico leitmotiv di fondo: la diversità. Nel 1927 il giovane Alan è uno studente impacciato, solitario, salvato dai bulli da Christopher, l’unico amico che lo guiderà alla scoperta della criptografia e dell’amore; fra il 1939 e il 1945 sarà al comando di un gruppo di giovani crittografi impegnati nella decodificazione degli indecifrabili codici nazisti tramite Enigma; nel 1952 l’accusa per omosessualità, reato grave nell’Inghilterra post Seconda Guerra Mondiale, e l’inevitabile suicidio dovuto alle dosi massicce di castrazione chimica.

Ci avviciniamo al film con la voglia di scoprire come la macchina “Christopher” ideata e realizzata da Turing e la sua squadra riesca a svelare le impostazioni crittografiche dei tedeschi, di come si è giunti alla realizzazione del primo computer, di come quella mente abbia creato una macchina capace di ridurre la guerra di almeno un paio d’anni, ma oltre a questo, ci troviamo davanti a un film-denuncia, totalmente diverso dai soliti film come “I segreti di Brokeback Mountain”, ma assolutamente diretto e disarmante sulla facilità con cui la diversità (inizialmente dovuta al carattere introverso, poi alla bravura e infine ai gusti sessuali) viene condannata ripetutamente fino alla totale sudditanza imposta dalle autorità. Alan Turing si suiciderà un anno dopo aver intrapreso la cura ormonale (che gli farà crescere il seno e gli provocherà forti spasmi) all’età di 41 anni.

 

Una pellicola intensa, dove, fra un sorriso e una lacrima, non ho potuto far a meno di rimanere impietrita sulla mia poltroncina rossa, scossa dall’immensa quantità di informazioni (che non conoscevo) su un uomo straordinario, condannato da un’idea comune in cui tutto deve essere simile e comprensibile, in una società bigotta che, 70 anni fa come adesso, trova nel “ciò che è diverso da noi”, nel “non conosco”, una paurosa minaccia a se stessi, indipendentemente dai gloriosi risultati che una mente geniale può scaturire.

 


Per molti anni la vita di Alan Turing è stata avvolta dal mistero. Il libro “Alan Turing. Storia di un enigma” dal quale è tratto il film, è un’autobiografia completa che parte dalla stesura del manifesto del nuovo ordine tecnologico (“Sui numeri computabili”), dove il matematico spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima della creazione del computer, giungendo al periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando decifrò i codici della macchina tedesca Enigma creando una nuova macchina “La Bomba” (che nel film chiama teneramente Christopher). Il libro è costellato dalla repressione dell’omosessualità durante l’intero arco della sua vita.

 

Post precedente

Detossinare la pelle dalle feste: maschera fai-da-te

Post successivo

Un'empolese in montagna pt.3

Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

Nessun Commento

Facci sapere cosa ne pensi, dai voce alle tue opinioni ;)