Viaggi

Sudafrica (parte 1): Capetown

Decidiamo di partire per il Sudafrica 2 settimane prima della partenza. Pazzi? Fortunati? Incoscienti? Non lo so, fatto sta che decidiamo di imbarcarci in quello che sarebbe diventato, a nostra insaputa, uno dei viaggi più belli mai fatti.

Il tour organizzato dalla Essilor, ditta di lenti per occhiali, prevede 2 giorni a Città del Capo, 4 giorni di Vintage Rally nel sud del Sudafrica e 3 giorni di safari in una riserva privata; decidiamo di non fare la profilassi antimalarica (il rischio è minimo ed è circoscritto esclusivamente alla zona Kapama, dove si svolgerà il safari), anche perché, chi di voi l’ha fatto potrà darci ragione al 100%, l’antimalarica non è proprio una passeggiata di piacere…

 

Partiamo da Roma il sabato alle 22 con un volo Emirates (a due piani!) diretti a Dubai per uno scalo. L’aereo è semivuoto e le 6 ore che ci separano dalla città saudita passano fra spuntini, cena, dormite e, purtroppo, la visione del film Boyhood di Linklater.

Arriviamo a Dubai nella mattinata di domenica e 2 ore sono sufficienti al cambio aereo e una piccola sosta in area fumatori (lui)/bagno (io). Ripartiamo con destinazione Città del Capo e questa volta le ore di volo che ci aspettano sono 9, l’aereo (sempre Emirates, fortunatamente) non è a due piani ed è pieno! Questa volta guardiamo io in spagnolo e Gabriele in inglese un cartone animato assolutamente meraviglioso, tratto dal libro La meccanica del cuore di Malzieu.

albergo 12 apostoli Capetown Città del Capo Sudafrica

Il tramonto dal nostro albergo a Città del Capo

Finalmente scendiamo a Capetown, dove ci aspetta Katia, una guida assolutamente splendida, e un caldo di fine estate che ci riporta in vita. Attraversiamo il centro città con il nostro autobus e non passa molto prima di accorgerci che è praticamente deserto; i palazzi e i grattacieli si alternano a palme e a piccole oasi di verde, intersecate da strade vuote. Katia ci spiega che il centro città è una zona esclusivamente lavorativa, mentre la parte residenziale si trova nella periferia o addirittura fuori città… ed è domenica! Vediamo i “12 apostoli”, 12 montagne una affianco all’altra, che però sono 17; una roccia denominata Testa di leone, che però assomiglia di più a un elefante e, fra risate e paesaggi meravigliosi che danno sul mare, usciamo dalla città e arriviamo al nostro albergo, un enorme hotel bianco, quasi a picco sui colori intensi dell’Oceano Atlantico: The Twelve Apostles Hotel&Spa. Trascorriamo la serata in un localino tipico sul mare, il Den Anker, dove ci sarebbe piaciuto abbuffarci di pesce, ma che ci ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca proprio per le porzioni un po’ risicate… Considerata un pizzico di stanchezza dovuto al volo e al fuso orario (nonostante si distingua dall’Italia solo di un’ora), meglio così, almeno siamo andati a letto più leggeri!

Il lunedì è il giorno dedicato alla scoperta di Capetown (o del relax, a seconda del desiderio dei partecipanti del gruppo). Noi non abbiamo esitato un attimo! Non appena abbiamo sentito “pinguini sulla spiaggia”, “Capo di Buona Speranza” e “una delle nuove 7 meraviglie naturali del mondo” abbiamo subito ricaricato le batterie e siamo partiti per queste nuove avventure!

Table Mountain Capetown Sudafrica

Table Mountain – Robben Island

Table Mountain Capetown Sudafrica

Ghiacciai? No, nuvole… Table Mountain – Capetown

La mattinata si apre, dopo una bella colazione internazionale (cioè, uovo, frittata, fagioli e pancetta, come piace a noi!), a Table Mountain, una delle sette meraviglie naturali del mondo che non solo ci ha permesso di ammirare Capetown dall’alto, scambiare nuvole bianche per ghiacciai all’orizzonte e ammirare Robben Island, l’isola dove Nelson Mandela è stato in prigione per oltre 20 anni, ma ci ha fatto scoprire i primi di una lunga serie di animali sudafricani, piccole e tenere marmottine, ci siamo persi nell’infinito blu del mare con l’infinito celeste del cielo e abbiamo respirato la bellezza delle montagne rocciose che ci circondavano. Saliti per mezzo di una funivia con pavimento ruotante (e sì, è montato anche lui, che a quanto dice soffre di vertigini, ma che ormai non è più credibile), il panorama è stato veramente qualcosa di estremamente unico, difficile da dimenticare. Poi ci siamo spostati su una spiaggia… ma non una qualsiasi, bensì quella che ospita un centinaio di pinguini! Potete immaginare la bellezza di vedere le onde infrangersi sugli scogli o scivolare lentamente sulla spiaggia fino a toccare le deliziose zampine dei pinguini!

Pinguini spiaggia Capetown Città del Capo Sudafrica

Pinguini sulla spiaggia – Capetown

Infine, siamo arrivati al Capo di Buona Speranza, dove l’Oceano Atlantico incontra l’Oceano Indiano (abbiamo scoperto che non è proprio lì il punto esatto, ma a una decina di chilometri, ma facciamo finta di non aver sentito): qualche minuto ad ascoltare il rumore delle onde e via, di nuovo in albergo per prepararci per la cena di gala e un sorteggio mooolto particolare…

Capo di Buona Speranza Città del Capo Capetown Sudafrica

Capo di Buona Speranza: dove l’Oceano Atlantico incontra l’Oceano Indiano

Capo di Buona Speranza Città del Capo Capetown Sudafrica

Capo di Buona Speranza… noi c’eravamo!

 

[curiosità]:

Il Polo Sud si trova a 4000 km di distanza.

La temperatura dell’acqua dell’Oceano Atlantico è di circa 8 gradi, quella dell’Indiano circa 12.

Sì, ci sono gli squali.

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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