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STAR WARS EPISODIO 7: quando la Forza non è la sola a risvegliarsi

Che piaccia o meno, la saga di Star Wars è una delle più longeve e ricche nell’intera storia del cinema, un esempio da studiare in tutti i manuali economici su come gestire il pathos degli spettatori lungo un franchise snodato su episodi distanziati di parecchi anni tra loro. Era ormai il lontano 1977 quando, col primo esponente della saga, nasceva non tanto un filone della fantascienza, ma quasi un genere a sé stante, fatto di una perfetta armonia tra elementi iconici e metaforici indimenticabili, correlati da un’atmosfera onirica vicina al fiabesco, ma con dei contenuti incredibilmente maturi. Questa in estrema sintesi era la sostanza subliminale del primo esponente, capace di tornare, in maniera più o meno enfatizzata, in ogni altro episodio della saga nel corso degli anni, che ha saputo unire un rinnovamento tecnologico accanto al mantenimento della matrice inaugurata appunto nel lontano 1977.

Quando si è avuta la notizia di un nuovo episodio, in rete si è diffuso IL CAOS: sensazioni entusiastiche erano controbilanciate da alta diffidenza dei vecchi fan, impensieriti di come JJ Abrams avrebbe potuto portare avanti una storia che, dopo “il ritorno dello jedi”, appariva ormai un cerchio chiuso.

Il regista ha accolto la sfida e si è buttato a capofitto nel progetto più grande e rischioso della sua vita: Star Wars episodio 7.

La difficoltà maggiore, come si poteva evincere, non era tanto quella di trovare materiale narrativo per garantire un veridico proseguimento delle vicende già note, ma piuttosto riuscire a trovare elementi capaci di far felici sia i fan di vecchia data, legati maggiormente alla vecchia trilogia uscita a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, così come i nuovi fan, più attaccati alla nuova trilogia che ha segnato l’inizio degli anni zero.

La notizia più bella è che JJ c’è riuscito: il film mantiene per tutta la sua durata quell’atmosfera magica ormai resa celebre in passato, mettendo in risalto un perfetto equilibrio tra le icone tipiche della vecchia trilogia insieme ad altre ideologie già appartenenti alla trilogia più recente. Qualcuno sul web ha messo in luce di come questo lavoro possa essere inteso come una sorta di riciclo di materiali già visti, ma la realtà è ben diversa e, soprattutto, più bella: l’episodio 7, nonostante gli svariati riferimenti a ciò che ha reso celebre la saga, mette in evidenza aspetti originali di tutto rispetto, al punto che il film può benissimo diventare una pietra miliare di nuovi e giovanissimi spettatori, magari non conoscitori di ciò che la saga è stata nel passato. JJ ha saputo fare davvero tutto quello di cui la saga aveva bisogno con un nuovo episodio: mantenimento dell’atmosfera fiabesca condita da quel pizzico di umorismo che comunque non toglie peso agli eventi carichi di tensione drammatica; riproposizione delle vecchie icone all’interno di un contesto ricreato su misura per loro; entrata in scena di nuovi personaggi carismatici di ottime potenzialità per il futuro. L’unica critica che potrei muovere è una certa mancanza di coraggio registico nell’arco dell’epilogo che, nonostante presentasse un momento potenzialmente capace di rimanere impresso nell’immaginario collettivo, si “limita” a sottolineare con partiture musicali l’incisività dell’evento, senza però adottare particolari soluzioni registiche in grado di enfatizzarne epicamente l’importanza. Nulla di grave, ovviamente, perché nonostante quello che a mio giudizio è stato l’unico difetto elencabile, sono uscito dal cinema con un gran sorriso sulle labbra, dettato sia dalla presa di coscienza di aver visto un prodotto riuscito in ogni aspetto che da grandi aspettative per il proseguimento della saga. Due ultime parole sul reparto tecnico: ogni secondo del film è condito da effetti visivi e sonori sontuosi, capaci di ridicolizzare vari kolossal al mondo basati sull’impatto visivo e uditivo; la visione in 3D, in tal caso, non è consigliata ma praticamente imprescindibile per gustarsi a pieno tutta la progressione tecnologica del grande schermo al giorno d’oggi, giusto per ricordare che il cinema, seppur sia sempre stato un po’ conservatore, sa sempre come sorprendere i nostri sensi… purché alla regia ci sia qualcuno capace di sfruttarne le possibilità.

Grazie JJ.

 

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Matteo Genovesi

Matteo Genovesi

Nato nel 1989 e cresciuto con pane, cinema e videogiochi… il sottoscritto è sempre rimasto saldamente ancorato ai valori fanciulleschi nonostante la veneranda età di 25 anni lo stia chiamando a crescere sul serio. Ma il sottoscritto se ne frega della crescita e preferisce continuare a covare le sue passioni che aveva fin da bambino (specialmente la scrittura), conscio che un giorno o l’altro potrà dire a tutti i detrattori “visto che avevo ragione io?” :)

1 Commento

  1. Jack
    21 dicembre 2015 at 15:01 — Rispondi

    [ATTENZIONE SPOILER by Theideasmachine.it]

    Non sono molto daccordo con il tuo entusiasmo per questo film e mi dispiace, perchè sono un fan della saga da quando sono piccolo, ma certe cose non mi vanno giu. Passi l ennesima morte nera, con il solito punto debole e la solita esplosione gia vista e rivista, passi che r2d2 si riaccende senza senso e guarda caso ha la mappa su dove si trova luke, passi il filone narrativo copiato dal IV, passi la fine disonorevole e pietosa che fanno fare ad una icona del cinema. Ma vedere una ragazzina, che fino a un giorno prima passava le giornate a scavare detriti e mangiare pagnotte, usare trucchi mentali jedi con la maestria di obi wan e brandire la spada laser come darth maul…senza un barlume di addestramento, neanche un accenno! ( almeno a luke obi wan gli aveva spiegato qualcosa).. Ti prego no. Poi il villain…inizialmente promettente e si rivela essere un bamboccio viziato, quasi pateticamento battuto dalla ragazzetta priva di addestramento!! Il generale hux è la controfigura fatta male del grand moff tarkin (neanche gli lega le scarpe). E poi cos è diventata la forza?! Una specie di trasformazione in super sayan adesso?? Questa chiude gli occhi, dice “la forza” e diventa imbattibile! Yoda si sta rivoltando nella tomba. Luke c ha messo 3 film di addestramento jedi prima di poter competere con fener, qui invece saltiamo tutto, l addestramento annoia le new generations. Se per far felici le nuove generazioni si deve arrangiare i film cosi ok ma non chiamateli Star Wars perchè sono bestemmie. Tutto troppo veloce e incastrato alla meglio per arrivare alla fine prevedibile del film,e soprattutto privo di passione, quella passione che lucas prestava ad ogni particolare negli ep IV,V,VI da qui è lontana anni luce.
    SPOILER: nel prossimo film i ribelli cercano le sfere del drago per resuscitare obi wan.

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