Il Musicista IncazzatoMusica

Sinfonie Alternative

Dal titolo non aspettatevi che oggi si parli di musica indie-beat-electro o quant’altro, in realtà intendo esprimere due parole su un artista e la sua dote particolare.

Stiamo parlando di Joseph Pujol, in arte Le Pétomane, nato nella seconda metà del XIX secolo a Marsiglia, da famiglia di modeste origini.

La particolarità che all’epoca lo rese famoso e che tutt’ora fa si che l’appellativo di “artista” gli si addica alla grande, è il fatto che riuscisse con innata facilità a controllare a suo piacimento i muscoli del suo retto, così da riuscire a riprodurre una gran quantità di sonorità.

Tutto ebbè inizio nella sua infanzia, quando per puro caso, trovandosi con la famiglia al mare, inalò casualmente dell’acqua dal culo. Ciò, inizialmente, spiazzo il giovane Joseph, ma poi non fece più caso a quell’isolato avvenimento.

Dopo qualche anno, nell’adolescenza, però il caso si ripresentò, ed egli iniziò a far della propria dote una vera e propria fonte di divertimento per amici e conoscenti.

Inizialmente, si dice che sapesse solo aspirare e rispruzzare una gran quantità d’acqua fino a diversi metri, fin quando, con costante esercizio, il muscolo rettale diventò sempre più allenato e imparò anche ad aspirare aria fino, addirittura, a fumarvi sigarette.

Ben presto capì che questa sua particolarità poteva fruttargli un guadagno a dir poco cospicuo, quindi, partendo dall’esibirsi in piccoli teatri locali, riuscì a farsi conoscere, giungendo fino alla “mecca” per un artista dell’epoca, ovvero il Moulin Rouge.

Fece un’audizione con l’allora direttore artistico del locale, Charles Zidler, “io posso respirare con la parte opposta al mio viso”, disse, e subito dopo diede prova di poter riprodurre qualsivoglia tonalità, fino ai vocalizzi.

Zidler, esterrefatto, lancio “il Paganini del peto” come artista di punta del Rouge nel 1892, dove, grazie al suo buco fortunato, rimase in vetta per alcuni anni registrando, tra i deliri della folla, il tutto esaurito a ogni spettacolo, arrivando a guadagnare fino a 20.000 franchi a serata.

Si dice inoltre che tra i suoi spettatori più illustri vi siano stati anche Sigmund Freud, re Edeoardo VII d’Inghilterra e re Leopoldo II del Belgio. 

 

Successivamente, con lo scoppio della prima guerra mondiale, si ritirò dai palcoscenici e tornò nella sua Marsiglia lavorando come panettiere per i restanti anni della sua vita.

Un plauso e un omaggio, quindi, a colui che nella propria vita non se l’è fatto mettere in culo, ma ha fatto del culo la propria fortuna.

 

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Simone Fantozzi

Simone Fantozzi

Nasco a Empoli nel lontano ’89. In adolescenza mi avvicino alla musica e, un bel giorno, mi convinco ad acquistare un basso che, nonostante sia mancino, comprai destrorso perché all’epoca non sapevo esistessero di entrambi i tipi.
Mi piace conoscere, ascoltare, sono un tipo curioso e fin troppo fantasioso; restando però con i piedi per terra.
Ho suonato in diverse band di vari generi, e ciò mi ha dato le basi per una buona cultura musicale tutt’ora in crescita (giusto pe’ esse modesti). Attualmente suono nei 32 Degrees, bazzicando nei locali della provincia di Firenze e dintorni. Partecipo al progetto per confrontarmi, criticare, essere criticato, e raccontare cose più o meno sensate dal mio informale punto di vista.

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