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Sapore d’Italia

Ecco la traduzione dell’articolo di Zofia Janssen. Buona lettura, pigroni!!!

 

Un paio di anni fa ho passato le mie vacanze in Italia, e devo ammetterlo, mi sono stupida di trovare così tanti bei posti. La prima volta che visitai l’Italia fu nell’estate del 2008 al Lago di Garda. Oltre a essermi goduta una sana abbronzatura e il divertimento di Gardaland, avrei voluto visitare molto di più che i paesini sul lago e mi sono promessa di tornare in Italia al più presto, senza i miei genitori.

Ho mantenuto la mia promessa e sono tornata al più grande lago d’Italia nell’estate del 2012. Le profonde acque azzurre, gli alberi di limoni e i cipressi, insieme al magnifico panorama, mi trasmisero una sensazione magica, una sorta di ritorno a casa, in quella vacanza, dove il mio amore per l’Italia fu alimentato a dismisura.

In quelle due settimane niente poté affievolire quella sensazione, né i tanti turisti, per lo più olandesi, né il gran caldo e neppure le opprimenti attenzioni dei ragazzi italiani. L’Italia ha un fascino che non ho mai notato in altri paesi. L’immensa storia e l’architettura classica si alternano a persone gentili e a un sacco di divertimento. Specialmente quando incontri un “bidet” per la prima volta! Gli Italiani amano i propri bidet… devono credere che gli olandesi siano una popolazione “sporca”. All’inizio non avevo idea di come usare quest’apparecchio così strano. Rimasi un po’ confusa entrando nel bagno. Adesso comprendo l’idea dietro questo meraviglioso dispositivo sanitario che migliora l’igiene.

Poi venne il mio compleanno che celebrai a Venezia, di cui conservo un ricordo veramente piacevole. Le strade senza fine e gli innumerevoli ponti non ci diedero altra scelta che continuare a camminare. Alla fine ci perdemmo e quasi non riuscimmo a prendere la nostra ultima nave. Perdersi è il miglior modo per esplorare Venezia, o almeno così mi è parso.E non dimenticatevi di portare una buona mappa eh!

A Firenze, l’amore a prima vista per questo paese crebbe e diventò un amore vero. Firenze mi ha fatto una bellissima impressione, con i suoi innumerevoli tesori artistici, tra cui “Ponte Vecchio”, il ponte sul quale Dante vide la sua amata Beatrice per la prima e ultima volta, il Duomo con la sua immensa cupola, il David di Michelangelo, la galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti il più bello tra i palazzi rinascimentali e i meravigliosi Giardini di Boboli. Essere circondati da così tanta bellezza produce inevitabilmente un effetto magnifico. Ti ispira, ti energizza, e ti porta a scorgere opportunità da tutte le parti. O meglio, questo è l’effetto che queste città hanno avuto su di me. Il camminare senza una meta, l’atmosfera, gli odori. Durante le prime passeggiate la città ha rubato il mio cuore. E questa è solo Firenze, se ti trovi in toscana, città come Siena, Pisa e Lucca sono incredibili allo stesso modo.

Vogliamo parlare dell’ospitalità?
Una conversazione con un barista o con il proprietario del ristorante ti garantisce l’essere ben accetto da qualsiasi parte. Una scoperta che generalmente stupisce i turisti olandesi. Mi fa pensare a quell’espressione napoletana “Se esce il sole, esce per tutti” che a confronto con l’espressione olandese “Voor niets gaat de zon op’’ (L’unica cosa gratis nella vita è l’alba) mi dice molto sulla differenza tra la mentalità di questi due popoli.

Ma la più grande differenza culturale tra l’Italia e l’Olanda è senza dubbio la cucina. E’ triste ammetterlo ma a confronto alla cucina italiana il nostro purè di patate, la nostra carne ai ferri e i nostri spinaci non reggono il confronto. “Gli italiani vivono per mangiare, gli olandesi mangiano per vivere”. Quando andiamo a lavorare, beviamo il nostro caffè da take-away in movimento, e il cappuccino ce lo gustiamo come un dessert. Consumiamo le nostre pause pranzo dietro la scrivania, cosa impensabile in Italia, dove il concetto del pasto è di rilassarsi e quindi il cibo deve essere all’altezza.

Dopo essermi innamorata di un italiano la prima volta che ho visitato Firenze, adesso sono occupata a imparare il modo di vivere italiano.
Il prossimo passo sarà imparare la lingua ma “tempo al tempo”.

 

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Zofia Janssen

Zofia Janssen

“Hi there! My name is Zofia-Anne. Based in Antwerp. I’m a vintage lover, adventurer and an endless coffee drinker.”

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