La macchina dei pensieri

Reinventarsi dimenticando il passato

Questo è il secondo di una mini-serie di articoli che cercherà di guidarvi passo per passo, alla ricerca non di voi stessi, non di un nuovo voi, ma di chi siete sempre stati. Al termine di ogni lettura troverete un esercizio; non è necessario, ma indiscutibilmente utile se si vuole provare quella soddisfazione unica data dal fare ciò che più si ama.

 

 

Due settimane fa ci eravamo lasciati con un compito che alcuni di voi potrebbero aver trovato difficile, altri magari no.

 

Per chi non ha letto il primo articolo, v’invitavo a trascrivere una vostra scelta su un pezzo di carta e ad affiggerlo là dove più volte tendete il vostro sguardo (qui l’articolo completo).

Se non lo avete già fatto, fatelo adesso, consapevoli che questo è il primo grande passo per crescere come persone, ma dovete essere voi per primi a volerlo. Questa è una condizione necessaria e imprescindibile!

 

Oggi andremo a frugare tra i ricordi della nostra mente, alla ricerca di quello che è il metodo perfetto per imparare nuove abilità e acquisire nuove conoscenze, indipendentemente dall’ambito e dall’età.

 

Torniamo un po’ indietro nel tempo, ripensiamo a quando imparare sembrava una cosa talmente naturale da essere inspiegabile.

Chiudiamo gli occhi, facciamo un bel respiro.

Non so voi, ma a me tornano a mente le tabelline, le grammatiche, il trascrivere più e più volte i numeri in inglese.

Concentriamoci di nuovo. Pensiamo al metodo.

AHA! Si tratta della ripetizione! Permettetemi un sentito “che palle“.

 

Ebbene sì, nel bene e nel male, il metodo d’apprendimento più utilizzato nella fase in cui siamo delle vere e proprie spugne è proprio la ripetizione.

La verità è che lo abbiamo sempre saputo, ma ci si stanca facilmente.

 

Non è che sia esclusiva a chi è ancora giovanissimo. Il metodo deve essere contestualizzato, e quale migliore contesto per la ripetizione, se non quello di un luogo come le scuole elementari, dove si è controllati e portati avanti passo dopo passo.

 

Le elementari però durano solitamente cinque anni e con il passare del tempo, tutto cambia.

 

Il passaggio alle scuole medie è il ponte di mezzo, quello dove il metodo della ripetizione si mescola al ragionamento logico o creativo.

 

Poi il grande buio. Le scuole superiori.
Credo non esista momento più importante nella vita di una persona che ha avuto la fortuna di continuare gli studi.

Le superiori ci ridefiniscono, talvolta cambiandoci completamente.

Lì formiamo i nostri metodi personalizzati, il più delle volte abbandonando la ripetizione.

È questo il punto su cui vorrei ci concentrassimo oggi. Il metodo.

Fin dall’inizio di questo articolo vi ho detto una bugia. Non esiste alcun metodo perfetto, come non esiste alcun abito universalmente indossabile.

 

Il metodo è su misura della persona, non il contrario.

 

Siccome sappiamo per certo che ogni persona può provare un metodo ma il metodo può non funzionare per ogni persona, arriva il momento in cui dobbiamo effettivamente trovare la nostra strada, magari percorrendo più corsie per assicurarci d’aver scelto la strada più adatta a noi!

 

Non fate l’errore di credere che non riuscite più a imparare, piuttosto accogliete la certezza che tutto cambia e quindi dovete reinventarvi utilizzando altri metodi.

 

Ricordatevi, giorno dopo giorno, che il vostro cervello è uno dei meccanismi più sofisticati che esistano nell’universo e che è nella sua natura la capacità di reinventarsi e lo farà.

 

Il vostro cervello vi aiuterà, ma solo se crederete di esserne capaci!

 

L’esercizio che vi consiglio oggi non è esclusivo a questo articolo, bensì è un’aggiunta che è venuta in vostro soccorso per restare al vostro fianco. Oggi dovete: Staccare.

Andate a fare una bella passeggiata, o magari una doccia rilassante, ma staccate!

 

Ogni volta che vi troverete ad affrontare un problema che vi fa impazzire, staccate. È provato che le risposte ai problemi più difficili arrivano nei momenti più strani e particolari.

 

Regola n°2: CREATE MOMENTI STRANI E PARTICOLARI, SBIZZARRITEVI.

 

  

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Lorenzo Pieri

Lorenzo Pieri

Ciao! Il mio nome è Lorenzo e sono un pirata dei sette mari, anche se amo fingermi una Khaleesi portando sulle spalle la mia piccola draghetta barbuta (donna barbuta sempre piaciuta!).
Sono attualmente "arruolato" presso l'università degli studi di Pisa, sotto la facoltà di INFORMATICA UMANISTICA, e mi sto preparando, giorno dopo giorno, per diventare un Full-Stack Web Developer
ed eliminare la tirannia dei bad designs e dei table designs (ebbene sì, i design anni 90 continuano a esistere.)
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