La macchina dei pensieri

Reinventarsi con un obiettivo

Questo è il quarto di una mini-serie di articoli che cercherà di guidarvi passo per passo, alla ricerca non di voi stessi, non di un nuovo voi, ma di chi siete sempre stati. Al termine di ogni lettura troverete un esercizio; non è necessario, ma indiscutibilmente utile se si vuole provare quella soddisfazione unica data dal fare ciò che più si ama.

  

Siamo arrivati alla quarta uscita e sono felice nel vedere che mi state ancora seguendo in questo nostro viaggio per reinventarsi, consapevoli di ciò che stiamo facendo.

Avete appreso qualcosa di positivo dalla regola dello scorso mese? Un po’ una spinta, niente di prefissato, un aiuto a liberarvi dalle costrizioni che vi siete imposti negli anni.

 

Nell’articolo di oggi ci spostiamo su un argomento che ad alcuni potrebbe fare un po’ male, ma spero sarete in grado di guardare dentro di voi e capire che molti problemi trovano la loro soluzione nella costanza e nella perseveranza.

 

La verità, o almeno parte di questa, è che siamo molto bravi a raccontarcele.

Quante volte, soprattutto a fine anno, alimentiamo il fuoco delle promesse che mai manterremo? Non c’è niente di sbagliato. È umano. Lo faccio io, lo fai tu, probabilmente lo fanno tutti.

 

A mio avviso, la chiave di tutto ciò sta nel capire cosa vogliamo davvero.

 

Troppo facile promettersi “smetterò di fumare dal prossimo lunedì”, troppo bello credere che da domani andremo in palestra tutti i giorni. Verdure e frutta tutti i giorni? Certo. No. Sono promesse, e nel 99% dei casi, non vengono mantenute.

Come ogni volta, non ho una risposta chiara per indirizzarvi su un cammino prefissato, uno di quelli che indubbiamente vi porterà al successo, ma ho un consiglio, e una considerazione.

 

Pensateci bene, quando volete raggiungere davvero una meta, cosa fate? Se non vi state promettendo ciò che credete impossibile, probabilmente vi imponete degli obiettivi. Ho scritto credete impossibile perchè molte volte si tratta di questo e non della vostra impossibilità a raggiungere un determinato traguardo. La differenza qui è vitale.

 

Ma come funziona davvero?

 

Secondo me, la differenza va ricercata in ciò che intendiamo come obiettivo. Fare talmente tanto sport e allenamento da avere gli addominali a tartaruga è un obiettivo possibile ma il più delle volte abbandonato, perdere cinque chili per la prossima prova costume è facilmente più concepibile.

E allora qual è il trucco? Non credo che si tratti di un trucco vero e proprio, piuttosto di una consapevolezza intrinseca.

Non reputo impossibile fare dieta, sport e smettere di fumare tutto d’un colpo, ma ammettiamo a noi stessi che le probabilità di riuscita siano poche.

 

D’altro canto, essere specifici e rendersi conto di quale obiettivo si vuole perseguire aiuterà senz’altro. Ma come facciamo a esserlo? Dev’essere un obiettivo solido, credibile, possibile. La domanda non dovrà essere “come farò?”, bensì “da dove inizio?”.

E da dove iniziare, se non da una serie di obiettivi tanto specifici quanto misurabili.

 

Non andate in palestra! Andate in palestra per 30 minuti al giorno, ogni due giorni, per allenarsi con degli specifici attrezzi. Siate risoluti. Siate specifici.

 

Oggi terminiamo così, consapevoli del fatto che pompare i nostri obiettivi oltre l’inverosimile sia poco utile per molti aspetti.

 

Sedetevi comodamente, chiudete gli occhi e pensate. Cosa voglio fare? Come ci arriverò?

 

Ogni domanda è lecita, arrendersi per la paura di fallire non lo è.

 

Prendete un altro pezzo di carta e scrivete i vostri obiettivi, ma non fermatevi lì! Dopo aver scritto ogni singolo obiettivo che vorreste portare a termine, dividete i possibili dagli impossibili e poi spiegate a voi stessi, razionalmente, perchè credete che alcuni facciano parte di una categoria piuttosto che dell’altra.

 

Fatto?

 

Allora non ci rimane che la parte più importante e fondamentale, dividere. Dividete ogni obiettivo in altri obiettivi e continuate la divisione fin quando vi sarà possibile, fin quando esisterà un sottogruppo di possibili scenari per quell’obiettivo.

 

Nel fare piccoli passi, avete fatto almeno un passo da giganti.

 

Regola n°4: RENDERSI CONTO CHE NON È FACILE, MA COMUNQUE POSSIBILE.

 

 

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Lorenzo Pieri

Lorenzo Pieri

Ciao! Il mio nome è Lorenzo e sono un pirata dei sette mari, anche se amo fingermi una Khaleesi portando sulle spalle la mia piccola draghetta barbuta (donna barbuta sempre piaciuta!).
Sono attualmente "arruolato" presso l'università degli studi di Pisa, sotto la facoltà di INFORMATICA UMANISTICA, e mi sto preparando, giorno dopo giorno, per diventare un Full-Stack Web Developer
ed eliminare la tirannia dei bad designs e dei table designs (ebbene sì, i design anni 90 continuano a esistere.)
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