ArteLa macchina dei pensieri

PSYCHO-PASS: rappresentazione geniale di una possibile, drammatica realtà

Torno a scrivervi, cari lettori, per rendervi noto uno degli anime che ultimamente ha catturato la mia immaginazione. Sto parlando di PSYCHO-PASS, scritto da Gen Urobuchi e prodotto dalla Production I.G.

All’inizio non ero molto convinto dall’idea di seguire un anime che alterna realtà poliziesca e futuristica, anche perché l’ultima esperienza simile non portò alcun risultato positivo (ma di questo parleremo un’altra volta!), ad ogni modo mi sono ricreduto già dal primo episodio della serie, in quanto affronta temi che da un certo punto di vista potrebbero essere effettivamente attuabili anche nella nostra realtà, magari tra qualche anno.

PSYCHO-PASS è ambientato in un non lontano 2112 (big thinking) in Giappone, dove una nuova tecnologia dal nome di SYBYL SYSTEM, permette lo scan del coefficiente criminale di ogni cittadino. Questo nuovo sistema ha permesso al Giappone di rendere la vita dei suoi abitanti migliore, non solo quasi azzerando la criminalità, ma tenendola sotto controllo (fin da subito), riconoscendo un criminale già dall’età infantile.

Come se non bastasse, sempre grazie al SYBYL SYSTEM, il Giappone è riuscito persino ad azzerare la necessità d’importazione ed esportazione di materie da altri paesi, creando così una perfetta autarchia.

Provando a pensare a questo genere di realtà, mi sono chiesto come i cittadini giapponesi non abbiano protestato all’idea di questa creazione… L’anime, però, mi ha consegnato la risposta con assoluta semplicità: grazie a questo sistema nessuno muore di fame; grazie a questo sistema la pace è quasi totale, se non per pochi casi che vengono subito eliminati; grazie a questo sistema non vi è più necessità di porsi domande sulla propria vita. Proprio così, è il sistema stesso a proporti la strada migliore per vivere la tua vita nel successo e nella felicità, il tutto sulla base di qualche test che viene svolto al termine degli studi e che tiene in considerazione non solo le tue conoscenze, ma anche le tue possibilità di progredire in certi ambiti! Una vita facile, una vita nel lusso, per tutti… poche persone direbbero di no, immagino.

Eppure è una realtà cruda, un puzzle di sogni mai avuti e finte necessità; è il ritratto di una nazione soggiogata da un sistema apparentemente elettronico e centralizzato. Come si può essere certi di un qualsivoglia “coefficiente criminale”?

Uno dei protagonisti, KOGAMI, è appunto tra quegli esseri umani il cui livello criminale supera enormemente la soglia stabilita dal SYBYL SYSTEM, eppure è un ex-detective, adesso consulente per la squadra incaricata della cattura (o eliminazione) dei criminali giapponesi.

Lo spettatore segue le vicende, ed episodio dopo episodio, cerca di conoscere il protagonista (e i suoi aiutanti) come meglio può, arrivando a chiedersi: “ma come può essere un criminale?!

E’ questa una delle pecche più grandi del SYBYL SYSTEM; non riconosce quando uno stato d’animo può essere giustificato da determinati avvenimenti.

Il coefficiente criminale può salire anche attraverso emozioni “dettate dal momento”, ad esempio se ci si ritrova ad affrontare la morte di un amico o se si è protagonisti di una violenza, psicologica o fisica. Star male significa diventare criminali? (Ma che diavolo!?)

Insomma, parrebbe essere una giustizia fatta solamente di pecche e comodità, una giustizia dove i cittadini possono essere tranquillamente visti come “le tre scimmie”.

Dareste mai via la vostra libertà di scelta e di parola solo per la comodità di non avere “alcuna” preoccupazione? Io non lo farei, eppure ogni giorno, in maniera diversa, in qualche modo ci avviciniamo a un fac-simile di quanto detto sopra. Se si prova ad andare un po’ indietro nel tempo, viene naturale citare personalità del calibro di CESARE LOMBROSO, fondatore dell’Antropologia Criminale, quindi si capisce bene quanto questo genere di cose non sia poi così tanto surreale!

Cosa ne pensate? Come reagireste ad una realtà come questa, comoda e dettata da qualcosa di superiore, a voi incomprensibile? Sarei più che felice di leggere i vostri commenti e le vostre idee, visto soprattutto l’ambiente virtuale dove ci ritroviamo!
A presto, cari lettori!

 

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Lorenzo Pieri

Lorenzo Pieri

Ciao! Il mio nome è Lorenzo e sono un pirata dei sette mari, anche se amo fingermi una Khaleesi portando sulle spalle la mia piccola draghetta barbuta (donna barbuta sempre piaciuta!).
Sono attualmente "arruolato" presso l'università degli studi di Pisa, sotto la facoltà di INFORMATICA UMANISTICA, e mi sto preparando, giorno dopo giorno, per diventare un Full-Stack Web Developer
ed eliminare la tirannia dei bad designs e dei table designs (ebbene sì, i design anni 90 continuano a esistere.)
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