Il Glossario del videogiocatore e dell'internautaVideogame

La psicosi da Hype Train

Salve viandanti della rete!

Piano piano l’autunno comincia a farsi sentire e se la pioggia inizia a battere duro sulle finestre italiane, il mercato videoludico si prepara all’ultimo trimestre di questo 2014, carico di uscite interessanti.

Come tutti gli anni, in questo periodo i PR cominciano a bombardare il videogiocatore di annunci altisonanti e promesse mirabolanti.
Tutto viene poi amplificato da chi, in questi momenti, dà una mano alle software house rincarando la dose.
Non credo di dire niente di nuovo riportando che da un po’ di anni a questa parte, la stampa di settore si è più volte sostituita al reparto marketing della software house di turno, alimentando quella sindrome dell’attesa che porta il videogiocatore medio a “gettare” i propri soldi in pasto alle varie Major, spendendo e preordinando a destra e a manca.

Il treno dell’attesa” parte dalla stazione, salti a bordo colui che ha fiducia da dispensare e pecunia da buttare al macero.

Con “Hype Train” si descrive quel fenomeno per cui le aspettative di un titolo vengono pompate a dismisura, dai produttori o da elementi esterni, generando una vera e propria ansia nell’utenza, instradata nell’aspettare in modo febbrile l’uscita del/dei videogame di turno.

Vogliamo fare un esempio prendendo come spunto un altro settore?
Avete presente ciò che si verifica a iterazione di Iphone?
Nei giorni precedenti all’uscita del nuovo modello Apple, le testate giornalistiche fanno a gara a chi “la spara più grossa” cercando di accaparrarsi indiscrezioni e particolari innovativi da vomitare sull’utenza ancora indecisa, mentre il produttore rilascia, furbamente in sordina, video in cui descrive il proprio dispositivo come il modello di smartphone “definitivo”.

Tutto questo genera un vero e proprio “bombardamento” di informazioni con lo scopo di creare il bisogno di comprare il dispositivo.

Quando il “treno dell’hype” comincia a correre sulle rotaie ci sono solo due possibilità:

  • Arriva a destinazione, immerso in una romantica nube di vapore bianco, riempiendo i cuori nelle persone che hanno aspettato ore e ore in fila per poter mettere le mani per primi su un prodotto di qualità.
  • La locomotiva non riesce a reggere il peso dei vagoni, troppo carichi di desideri e aspettative, deragliando al momento della prova con mano, esplodendo in una immensa nube di detriti che, diradandosi, lascia spazio solo all’insoddisfazione.

E’ questo il caso di Alien:Colonian Marines, alcuni capitoli di Call of Duty e Dragon Age 2, tanto per fare qualche esempio.

Trailer cinematografici, promesse altisonanti e recensioni fin troppo ottimistiche non riescono a reggere il confronto con un’esperienza di gioco fin troppo sopravvalutata che si rivela, alla prova dei fatti, mediocre.

Ma è tutta colpa delle Major o anche il videogiocatore ha qualche responsabilità?

Descrivere l’utente medio come una “cappuccetto rosso” che persa nel bosco si fida del lupo per andare a trovare la nonna, mi pare un po’ troppo semplicistico ma bisogna evidenziare che, il più delle volte, riesce a prendersi dei veri e propri abbagli.
Attirato dai facili proclami, il cliente ripone la propria fiducia in “colui che deve far cassa” e convinto che il prodotto che sta comprando sia fatto su misura delle sue aspettative, investe come “negoziante di fiducia” quella figura che per esigenze di mercato e di guadagno deve creare un prodotto accessibile e accattivante per il maggior numero di persone.

Come fare a non cadere nel tranello del marketing selvaggio?

A parer mio, una buona riflessione può evitare molte delusioni ma è difficile riconoscere la “qualità” a colpo d’occhio.
Parleremo proprio di questo la prossima settimana, di esperienza e di qualità.
Vi invito quindi a continuare a seguire theideasmachine.it e a lasciare un commento per condividere le vostre considerazioni con noi.

 

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Gabriele Cordelli

Gabriele Cordelli

Nerd, Geek e forse anche un po' Otaku!
Insomma, quando si parla di creatività non mi tiro mai indietro, specialmente se c'è da condividere ;)

2 Commenti

  1. Wolfram Haller
    6 novembre 2014 at 23:54 — Rispondi

    Penso che la maggior parte della responsabilità sia da attribuire al videogiocatore/cliente.
    Gli altri soggetti dell’hype non fanno altro che il loro lavoro. La software house deve vendere, e se riesce addirittura a vendere in pre-order ha vinto.
    Il giornalista deve farsi leggere, quindi dando anche piccolissime anticipazioni centellinate su di un prodotto atteso avrà più seguito che con un attenta recensione di un prodotto meno noto.
    A parte il caso delle collectors’edition, i giochi non finiscono (neanche gli iphone).
    Quindi, considerando il fatto che un titolo molto atteso avrà abbondanza di recensioni celerissime, basta aspettare un giorno dall’uscita per ridurre il rischio delusione.
    Su chi dorme fuori dal centro commerciale per l’iphone, pietosamente, evito di commentare.

    P.S. Appena esce un libro di Umberto Eco io lo compro senza neanche informarmi..
    ma questo è un altro argomento.

    • 7 novembre 2014 at 0:35 — Rispondi

      Grazie di avere commentato 🙂
      Un’analisi lucida, razionale e se vuoi anche un pò cinica ma non posso che essere d’accordo con ciò che hai espresso.
      E’ un peccato che il settore videoludico debba per forza andare dietro alle normali regole del commercio, personalmente lo trovo triste e denigrante, ma è cosi che va il mondo.
      L’ottova arte(il videogame) nasce, vive e morirà asservita alla pecunia.

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