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Naruto Shippuden: trova la luce in te e accetta la tua oscurità

Hi combanwa!

I miei post  da “promoter” sul ‘perché guardare gli anime’ non potevano fermarsi alle considerazioni su Il castello errante di Howl, ed infatti eccomi qui a consigliarne uno che mi sta appassionando tantissimo: Naruto Shippuden. Non vi parlerò della storia perché non voglio creare troppi spoiler (qualcuno è inevitabile) e perché non sono ancora in pari con gli episodi, ma di un “messaggio” di fondo che ho ritrovato in molti anime e manga.

Sì, lo so: quando lo davano su Italia 1, a molti (molte) di noi rompeva esageratamente le scatole che ritardassero di venti minuti Dawson’s creek e simili, al punto che ci ha sempre fatto fatica (anzi, “uggia”, per i toscani) guardare Naruto nell’attesa. Non a caso, quando mi è stato proposto di vederlo addirittura in streaming, consumando preziosi giga mensili cari agli universitari fuori sede tiene più della propria mamma -mamma, si fa per dire!- ho accolto la proposta controvoglia.

Ebbene, così come per lo Studio Ghibli, sono ben felice di dire che mi sbagliavo. Al di là di alcuni episodi che lo rendono effettivamente più adatto ad un pubblico infantile, Naruto Shippuden in particolare subisce un grande cambiamento in positivo (ma, guarda caso, questa parte non viene solitamente trasmessa in tv). Ciò che caratterizza Naruto fin dalle prime puntate è una forza d’animo e fiducia in se stesso costruita faticosamente: lui non ha avuto tutto su un piatto d’argento, la sua forza è quella di chi ha affrontato difficoltà e dolore ma, ciò nonostante, ha saputo guardare dentro di sé e scoprire la bellezza.

Personaggi-Naruto

In Naruto Shippuden, così come in molti altri anime e manga, rivive il bushido, ovvero la “via del nobile guerriero”, un complesso di norme etiche e comportamentali che rappresenta il “percorso morale e formativo” del protagonista attraverso le difficoltà per giungere all’illuminazione.

L’insegnamento che traiamo da quella che è erroneamente considerata una forma “minore” di letteratura e filmografia, è particolarmente importante. Nella puntata 245 di Shippuden (ATTENZIONE: SPOILER!), Naruto incontra la sua “parte oscura”, ovvero tutti quei sentimenti di dolore, odio e frustrazione, accumulati nel suo subconscio e materializzati in un alter ego malvagio. E’ impossibile sconfiggere un simile nemico: così come di fronte ad uno specchio, non possiamo compiere alcuna mossa che non ci si ritorca contro. Come uscire vincitori da questo scontro apparentemente impossibile?

– E tu… tu mi consideri un peso? Dimmi, cosa sono io per te? –

– Grazie alla tua presenza io sono diventato forte. Grazie a te sono arrivato fin qua. –

– E allora? Cosa dovrei… cosa dovrei fare io adesso? –

– Beh, è molto semplice.

… dato che lo sei già. –

naruto1

La risposta è, accettare se stessi. Amare tutto di noi, anche la parte più oscura; accettare di essere anche e non solo quella parte, cercare di migliorare e trarre insegnamenti dai nostri errori e dalle nostre oscurità. Noi non siamo le ferite che ci portiamo dentro, ma sono le ferite che ci portiamo dentro che ci rendono ciò che siamo.

Sayonara!

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Aligiu Giafogli

Aligiu Giafogli

Hi konbanwa! Sono nata a Empoli nel 1992, da sempre ho un'immensa passione per la scrittura, la letteratura e l'arte (e anche per i maglioni invernali e i gatti neri e obesi, ma questa è un'altra storia). Sono una persona caotica, romantica, talvolta incoerente, e i miei molteplici interessi (lo vedrete, anzi: lo leggerete!) rispecchiano la mia personalità. Da gennaio 2015 mi sono trasferita dalla piccola e tranquilla Limite sull'Arno all'Abruzzo, dove a breve inizierò a frequentare la magistrale di Filologia moderna. Che altro dire di me? Ho una perenne e infinita wish list di esperienze da fare, libri da leggere, posti da visitare. Adoro tutto ciò che è bordeaux, le penne bic nere e gli anime, e il mio sogno nel cassetto è vedere l'aurora boreale mangiando una tazza di latte e cereali. Se m’incontrate per strada offritemi un ginseng... ma non portatemi mai a una bancarella di libri usati: potrebbe essere l'ultima cosa che fate.
Sayonara!

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