Un italiano a LondraViaggiVite dall'estero

Lavorare da McDonald’s

Eccomi ancora una volta a raccontarvi della mia esperienza londinese.

Se vi ricordate avevo trovato lavoro al ristorante Roux at the Landau (se ti sei perso come ho fatto a trovare quel posto, clicca qui! ;-)). Le cose procedevano abbastanza bene. Il personale italiano mi stava aiutando molto; avevo imparato a fare un cappuccino niente male e sapevo apparecchiare una tavola degna di ospitare la Regina d’Inghilterra. Dopo circa una mese di lavoro intenso, ebbi la malaugurata idea di ammalarmi, mancai 3 giorni e quando mi ripresentai mi dissero che non avevano piu’ bisogno di me. Ero di nuovo a piedi… 

Ripresi quindi il mio peregrinare alla ricerca di un lavoro. Dopo diversi giorni mi ero stufato di camminare a destra e a manca; cosi’ presi il mio laptop e cominciai a compilare alcuni application form per diversi fastfood e catene di café tipo Starbucks.

Il primo a rispondere alla mia richiesta fu McDonald’s. E-mail di congratulazioni per la mia avvenuta assunzione. Veloci!

Mi dettero appuntamento per consegnarmi la divisa e le informazioni sul ristorante (si, la legge li considera ristoranti!) a cui ero stato assegnato; dopo un breve corso di igiene e sicurezza sul lavoro, mi presentai al 291B di Oxford St.

Sfatiamo subito un mito. Le cucine del McDonald’s sono pulite! Probabilmente piu’ pulite di molti ristoranti in cui siamo soliti mangiare. C’e’ un protocollo di igiene da rispettare, i macchinari vengono puliti a fondo ogni sera, il cibo arriva congelato e confezionato in buste sigillate e il personale e’ obbligato ad avere barba fatta, retina per i capelli e guanti (per chi sta in cucina).

Ero stato assegnato alla cassa. Quindi prendere le ordinazioni, districarmi fra le infinite tipologie di panini e maneggiare denaro. Tutto subito, un paio di giorni di tutorial ed ero solo ad affrontare frotte di turisti affamate di fritto. La prima settimana e’ stata folle. Non riuscivo e seguire tutte le ordinazioni e mi é capitato spesso di dare un sandwich ad una persona invece che a un’altra.. ops!

Il divertimento, pero’, arrivava il venerdi e il sabato. Avevo il turno serale e in quei due giorni si chiudeva alle 2:15 di notte. Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare. Per la prima volta dall’altra parte della barricata, ho capito quanto siamo stupidi, ridicoli e stronzi dopo una serata in discoteca. Ho visto gente collassare tra le braccia degli amici, risse fra maschi, risse fra femmine, ragazzi che ti supplicavano di avere qualcosa da mangiare, ragazze che si toglievano le mutandine per superare la fila, gente che ti baciava, gente che ti mandava affanculo.. era il delirio! Spossante fisicamente e mentalmente, ma erano i giorni in cui il tempo passava più velocemente e tutto sommato anche in modo  divertente.

Nel giro di poco tempo, quello che all’inizio mi restava difficile, divenne routine. Imparai anche a fregarmene del boss, indiano, che ogni singolo giorno mi salutava con “Hey italiano”.. “Berlusconi, bunga bunga”..“Io cazzo grosso, lui piccolo”.. o qualcosa che comprendeva sempre Berlusconi e gli apparati genitali maschili e femminili.

L’unico altro italiano che lavorava con me era un pazzo che salutava tutti con una bestemmia; ma era un tipo a posto, simpatico e in gamba!

 

Alla fine dei conti é stata una bella avventura. Ho lavorato e conosciuto una sacco di ragazzi giovani, spesso studenti, che lavoravano lì per mantenersi o che cercavano, come me, di vivere un’esperienza che li facesse crescere. Perció, la prossima volta che tornate da una discotecha, cercate di essere gentili!

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Stefano Sannino

Stefano Sannino

Salve ragazzuoli!
Mi chiamo Stefano Sannino.
Nato e cresciuto nella ridente cittadina di Montelupo Fiorentino. Perdigiorno professionista. Studente Universitario in Biotecnologie nei ritagli di tempo. Sono qui per raccontarvi le mie (dis)avventure in giro per il mondo.
Stay tuned

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