Arte

La plastica nell’arte contemporanea

Sayaka Ganz è un’artista giapponese. La sua particolarità? Utilizza utensili, giocattoli, accessori di plastica per creare incredibili, dinamiche sculture animalesche.

Raccoglie il materiale che utilizza per le sue sculture in negozi di vendita benefica o direttamente nei contenitori per la raccolta differenziata; anche la famiglia e gli amici gli donano i loro scarti, consapevoli del riutilizzo che ne farà Sayaka Ganz.

Nessun oggetto è ridipinto, quindi l’artista suddivide tutti i pezzi di plastica in 20 gruppi di colore, dopodiché inizia a creare: partendo da un filo d’acciaio saldato, fissa i singoli oggetti fino a far prendere vita al suo animale, costantemente in movimento.

Sayaka Ganz - artista giapponese che utilizza la plastica che per sue sculture 

Come lei, tanti artisti stanno riscoprendo la bellezza della plastica riciclata come materiale perfetto per nuove forme d’arte… da lontano, ricordano il vetro, da vicino sono scarti della nostra civiltà.

Quella che si è creata è (purtroppo?) una moda che vede coinvolti migliaia di artisti contemporanei in un utilizzo sempre più costante di questo materiale… ma lo sapevate che non è poi così rivoluzionario?

Il Cracking Art è un movimento artistico che si formò a Biella nel 1993 e si basa su riproduzioni di animali in plastica riciclabile posizionate in luoghi pubblici come strade, piazze o centri commerciali.

 

Ma è proprio negli ultimi anni che l’uso della plastica riciclata è scoppiata a livelli mondiali… la velocità con cui un’idea nasce e si conclude è stratosferica, quindi siamo già a chiederci: e adesso? Quale sarà il prossimo passo?

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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