Un italiano a LondraVite dall'estero

La mia tipica giornata di lavoro a Londra

Quando parlo della mia esperienza a Londra tutti si aspettano chissà che dal vivere e lavorare in questa grande metropoli. Tutti hanno aspettative altissime e il mondo lassù sembra più bello.

Certo, lo capisco; il mio entusiasmo e l’aura mitica che continua ad avvolgere questa città contribuiscono ad alimentare lo stupore nei miei interlocutori.
Lo stesso stupore che mi assale quando incontro ragazzi che si sono trasferiti in Australia o che sono stati mesi in giro per il mondo zaino in spalla.

Ogni avventura ha, però, i suoi risvolti negativi e non è tutto oro quello che luccica.
Col passare del tempo tutto diventa più normale e anche Londra si ridimensiona un po’. Lo stress, le delusioni e il senso di solitudine arrivano e sono uguali per tutti. La vita quotidiana non si differenzia molto da quella che si fa in Italia.

Ora, non voglio far passare l’idea che Londra sia un granché. Non fraintedetemi. Questa città è meravigliosa, eccitante e non rimpiango un solo giorno passato in questa folle metropoli; però è anche un luogo che ti porta via tanto. A prescindere dal lavoro che fate.

mcdonalds

Quindi, qui di seguito, vi racconto la mia giornata di lavoro tipica a Londra.

Ore 10:30 Sveglia! Altri 5 minuti.
Ore 11:00 Riapro gli occhi. Fuck! Mi alzo, vado in bagno e controllo allo specchio se sono ancora tutto intero dopo il turno serale del giorno prima. Quindi doccia.
Ore 11:30 Caffè; tanto caffè!
Ore 12:00 Riordino la camera e faccio partire la lavatrice.
Ore 12:30 Accendo il portatile, controllo le email, leggo le news sul mondo e mi faccio gli affari vostri su Facebook.
Ore 13:30 Metto su l’acqua per la pasta e mi invento un sugo al momento con gli avanzi.
Ore 14:30 Rientra una compagna di stanza a casa. Segue un’estenuante conversazione sul suo lavoro, sul suo ragazzo, sulla vita ecc ecc.
Ore 15:30 Vado al supermercato a comprare viveri per il weekend.
Ore 16:30 Mi preparo per andare a lavoro.
Ore 16:50 Esco. Il solito clima coperto e piovigginoso mi dà il benvenuto.
Ore 17:00 Prendo l’unico autobus della giornata dove troverò un posto a sedere e mi dirigo verso la metro.
Ore 17:15 Sono in metro. Non si trova posto, ma in piedi si sta abbastanza larghi. Niente a che vedere con i treni stracolmi di persone che tornano a casa dopo il turno di lavoro nell’altra direzione.
Ore 18:00 Timbro il cartellino e sono alla cassa del McDonald’s. È venerdì, quindi oltre a i turisti, ci sono i Londoners che dopo il lavoro e dopo il pub, vengono a sgranocchiare qualcosa al Mc.
Ore 21:00 Break. Vado nel seminterrato dove trovo altri colleghi che cenano. Menù fisso per me: McChicken, Fanta e gelato McFlurry. Mi rilasso e faccio due chiacchiere con i colleghi.
Ore 21:45 Si torna in trincea per un altra ora buona, poi la situazione si calma un po’. La calma prima della tempesta.
Ore 01:00 Da adesso fino alle 2, orario di chiusura, può succedere di tutto. Ragazze e ragazzi che escono dai pub e dai club sbronzi ci vengono in contro in cerca di qualcosa da ingurgitare che gli faccia passare la sbornia. Morti viventi stile The Walking Dead si accalcano al bancone. Grida, schiamazzi, insulti ma anche abbracci, baci e ringraziamenti come se avessi salvato loro la vita.
Ore 02:00 La parte più bella! La cucina si ferma, le porte si chiudono, ma tutto quello che rimane deve essere venduto a gli ultimi clienti. Parte l’asta sull’ultimo Big Mac o McChicken o Nuggets, sembra di essere alla borsa di New York.
Ore 02:20 Il turno è finito. Cerco di raccattare qualche panino avanzato, ho fame. Mi cambio ed esco dal locale ingurgitando patatine fritte nell’olio vecchio di un giorno. Ma, sticazzi!
Ore 02:40 Prendo il primo autobus, non c’è posto a sedere nemmeno a pagare.
Ore 02:55 Secondo autobus, stessa storia con l’aggiunta di flatulenze nauseabonde.
Ore 03:20 Sono a casa. Bevo, vado in bagno, mi spoglio e getto i vestiti dove capita in camera.
Ore 03:30 Sono a letto. Finalmente si dorme.
Ore 03:31 Cazzo la lavatrice!

 

Post precedente

Citizenfour - documentari al cinema

Post successivo

Game of thrones, una storia che parla di noi

Stefano Sannino

Stefano Sannino

Salve ragazzuoli!
Mi chiamo Stefano Sannino.
Nato e cresciuto nella ridente cittadina di Montelupo Fiorentino. Perdigiorno professionista. Studente Universitario in Biotecnologie nei ritagli di tempo. Sono qui per raccontarvi le mie (dis)avventure in giro per il mondo.
Stay tuned

Nessun Commento

Facci sapere cosa ne pensi, dai voce alle tue opinioni ;)