Un italiano a LondraVite dall'estero

La mia Olimpiade [parte 1]

Lo so. Qualcuno di voi si starà chiedendo: ma.. ma.. sei tu quello nella foto?!
Beh.. si! Lasciate che vi spieghi.

Le Olimpiadi di Londra ebbero luogo dal 27 Luglio al 12 Agosto del 2012. Essendo arrivato il 9 del secondo mese, avevo l’occasione unica di vivere gli ultimi giorni di un evento così straordinario.

La città era un profluvio di colori. Bandiere a ogni angolo di strada, a ogni finestra e vetrina. Autobus e taxi con la Union Jack stampata sopra. Il simbolo delle Olimpiadi tappezzava letteralmente la città. Manifesti, cartine stradali, treni della metro, Oyster, pure le nuove carte di credito. Era ovunque. I turisti coloravano ogni vicolo con le tinte delle proprie Nazioni. Gli organizzatori avevano perfino attaccato su alcuni alberi del parco di Leicester Square le copie ingrandite di cartone delle medaglie Olimpiche. Ogni volta che giravo lo sguardo, insomma, c’era qualcosa che mi ricordava l’evento più importante dell’anno.

Io mi sono goduto tutto questo da turista. Girando la città in lungo e in largo. Con una facilità disarmante. La metro offriva una specie di vademecum del viaggiatore. Consigli per evitare le ore più affollate e gli ingorghi. Addetti aggiornavano i turisti sullo status delle linee e consigliavano itinerari alternativi in caso di problemi. Se un tratto veniva chiuso per qualche motivo, trovavi sempre autobus supplementari per raggiungere la tua destinazione. In più, le strade di Londra erano percorse da centinaia di volontari, armati di cartine stradali, sempre a disposizione per chiunque.

E’ nel mio secondo o terzo giorno, che mi successe qualcosa di straordinario. Stavo percorrendo la strada lungo il Tamigi, in direzione del London Bridge. Avevo appena passato la Torre di Londra e mi dirigevo verso il parapetto a ridosso del fiume. Volevo fotografare i cinque cerchi Olimpici affissi, astutamente, sul ponte.
In un angolo, un gruppo di ragazzi e ragazze in maglietta bianca, con un simbolo sulla schiena, cercava di attirare i passanti per far sì che donassero un obolo alla loro associazione. Non ricordo più quale. Non stavo prestando loro molta considerazione. Cercavo solo il posto ideale per poter scattare la mia foto. Scandagliando con lo sguardo la balaustra, qualcosa attirò la mia attenzione. Una famigliola si stava facendo fotografare da un paio di ragazze di cui sopra. Il che è piuttosto normale; turisti che hanno chiesto una foto. Cosa comune. I miei occhi, però, non erano focalizzati sulla scena in generale, bensì su un oggetto in particolare. Un oggetto che il maschietto della famiglia teneva in mano. Rimasi sbalordito. Quel ragazzino teneva in mano un oggetto sacro. Il Santo Graal di ogni sportivo. La Torcia Olimpica!
Mi precipitai verso una ragazza con un secchiello per la raccolta fondi. Con il mio inglese stentato chiesi spiegazioni. Mi raccontò di un atleta, che aveva partecipato al trasporto della Fiamma Olimpica, che aveva donato la Torcia per la loro raccolta di beneficenza. Quindi sì. Era autentica. Originale. La vera Torcia Olimpica di Londra 2012.

Fu così che, anch’io, divenni Tedoforo! [Magari!]

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Stefano Sannino

Stefano Sannino

Salve ragazzuoli!
Mi chiamo Stefano Sannino.
Nato e cresciuto nella ridente cittadina di Montelupo Fiorentino. Perdigiorno professionista. Studente Universitario in Biotecnologie nei ritagli di tempo. Sono qui per raccontarvi le mie (dis)avventure in giro per il mondo.
Stay tuned

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