Il Musicista IncazzatoMusica

La merenda della Rockstar

“A pranzo un panino al volo, e adesso non ci vedo più dalla fame…”

Chissà se ha pensato qualcosa di simile lo zio Ozzy Osbourne quando nel famoso concerto dei Black Sabbath, tenutosi nel 1982 a Des Moines, Stati Uniti, fece merenda con un pipistrello vivo.

Sì, perché molti, ma non tutti, avranno almeno una volta sentito questa famosa urban legend, secondo la quale lo vecchio Ozzy, nel bel mezzo del suddetto concerto, raccolse e decapitò con un morso un povero pipistrello lanciatogli sul palco da qualche fan, forse ciucco quanto lui.

Si narra che, inoltre, dopo l’insolito spuntino, venne ricoverato d’urgenza in ospedale, onde evitare uno contagio da rabbia o qualche altra spiacevole malattia. Altri ancora affermarono che lo stesso cantante crepò e fu sostituito da un sosia, un po’ come il Paul Mc Cartney dell’heavy.

L’Ozzy, in seguito, si giustificò dicendo che credeva fosse finto… credeva.

 

Non è comunque nuovo a stramberie sui generis. Alcune di queste sue “eroiche” gesta che ricordo, le compì sotto effetto di troppe cose da elencare, in compagnia di Nikki Sixx dei Motley Crue.

Si racconta che durante un tour con gli Iron Maiden, mentre questi erano in concerto, i due si “intrattennero” con le loro mogli… in pratica, gliele cantarono loro alle signore.

Leggende ancora più estreme raccontano che, in un’altra occasione, lo stesso Osbourne sfidò Sixx a leccare ognuno la propria urina dal pavimento, fino a che lo stesso Ozzy leccò anche quella dell’amico.

Un’altra ancora (poi basta, non voglio essere la causa di “rigozzi” da parte dei lettori) racconta che il buon cantante dei Black Sabbath, per sperimentare qualcosa di più “particolare”, sniffò con una cannuccia una fila di formiche rosse carnivore.

Vere o no, tali leggende e/o tali “spuntini”, appunto, hanno senz’altro contribuito a rendere Osbourne, e tanti altri personaggi, icona leggendaria del rock più rude.

 

E TU, pischello che suoni nella band del quartiere, cosa saresti disposto a inventarti per la fama da rockstar?

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Simone Fantozzi

Simone Fantozzi

Nasco a Empoli nel lontano ’89. In adolescenza mi avvicino alla musica e, un bel giorno, mi convinco ad acquistare un basso che, nonostante sia mancino, comprai destrorso perché all’epoca non sapevo esistessero di entrambi i tipi.
Mi piace conoscere, ascoltare, sono un tipo curioso e fin troppo fantasioso; restando però con i piedi per terra.
Ho suonato in diverse band di vari generi, e ciò mi ha dato le basi per una buona cultura musicale tutt’ora in crescita (giusto pe’ esse modesti). Attualmente suono nei 32 Degrees, bazzicando nei locali della provincia di Firenze e dintorni. Partecipo al progetto per confrontarmi, criticare, essere criticato, e raccontare cose più o meno sensate dal mio informale punto di vista.

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