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La cosmesi nel Quattrocento. Consigli di Caterina Sforza

Durante il Medioevo e il Rinascimento, le donne erano vanesie più o meno come oggi, ma avevano un grosso problema: i prodotti di bellezza erano preparati in casa, in quanto le moderne industrie cosmetiche iniziarono a circolare solo dall’Ottocento.

Avevano, però, sempre con sé libretti di “segreti” detti anche Tesori dove potevano trascrivere ricette e consigli, tramandati di madre in figlia, per cosmesi fai da te.

Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza, visse alla fine del ‘400, periodo in cui il Medioevo stava per lasciare spazio alla bellissima epoca del Rinascimento; era una donna forte, tenace, moderna: a 21 anni, incinta di uno dei sei figli che avrebbe dato alla luce, attraversò tutta Roma a cavallo per occupare, con il proprio esercito, Castel Sant’Angelo in nome del marito Girolamo.

Era anche una donna d’incredibile bellezza e appuntava qualsiasi consiglio sull’erboristeria e cosmetica: “Gli experimenti della excellentissima signora Caterina da Forlì” sono 454 ricette o, per meglio dire, esperimenti che Caterina preparò con l’aiuto di speziali di corte. Pomate, unguenti, miscele per viso e corpo riprese da tradizioni popolari, ricette orientali o rimendi misteriosi, provenienti da monasteri dimenticati.

 

Molti i preparati rivolti a “fare la faccia bianchissima et bella et colorita” e per “far le mani bianche et belle tanto che pareranno de avorio”. Questo perché, una carnagione chiara e splendente significava essere altolocate, diversificandosi dalle donne delle classi povere costrette ad avere una pelle scura e sciupata dal sole a causa delle ore di lavoro all’aperto; in una società fortemente classista, avere la pelle chiara era sinonimo di agiatezza.

  • Mescolare dello zucchero con del bianco d’uovo e acqua di bryonia. Con questo miscuglio ci si deve bagnare il viso

In questo modo, spariscono i rossori, la sensazione della pelle tesa e della desquamazione dovuta alle scottature solari.

  • “Dai a lungo bollore ad acqua e crusca di grano finché la mescolanza un poco si addensi. Poscia fai colar l’acqua e ancora calda metti in essa un pomo (una mela) tagliato in tocchi e quando essa acqua sarà fredda lavatene le mani che resteranno bianche e morbide ed belle vedersi”

 

Caterina recava particolare attenzione anche ai capelli. Ecco un paio di rimedi dal suo ricettario:

  • Per far crescere li capelli”. Si prepara un decotto (pozione ottenuta facendo bollire a lungo nell’acqua sostanze varie) con malva, trifoglio e prezzemolo. Fare svariati lavaggi.
  • Per fare capelli biondi et belli”. Fare bollire delle foglie di edera e cenere, ricavata dai gambi di questa stessa pianta; dopodiché, filtrare il tutto “et con quella acqua lavati il capo et farai li capelli belli e biondi”. Per una maggior sicurezza di risultato, Caterina consiglia di mettere nel decotto anche tre pezzetti di radice di rabarbaro che si lasciano in infusione per un giorno interno. Dopo, s’inzuppa un panno e ci si avvolge il capo fino a ché non sia quasi asciutto.

 

Ma, ovviamente, non potevano mancare consigli per una depilazione “a far cader peli che mai più torneranno” e per un alito profumato:

  • “Piglia polvere de botte, farina de lupini, alume de rocca arso et falle bollire con uno boccale de acqua et, come leva el bollire, tolli dal fuoco et colale per feltro et lassa riposare nel vaso per otto giorni. Poi bagna una spugna in detta acqua et bagna il loco dove voli pelar più volte e tutti li peli cascheranno e non ricresceranno”.
  • Scorza di cedro, noce moscata, chiodi di garofano e cannella: polverizzare tutto e impastarlo con del vino e fare delle piccole “pallottole”. Mangiarle prima e dopo il pasto; evitare, invece, di mangiare cipolla per qualche giorno.

 

La ricetta più famosa di Caterina è l’Acqua celeste che, testualmente, “è de tanta virtù che li vecchi fa devenir giovani et se fosse in età di 85 anni lo farà devenir de aparentia de anni 35, fa de morto vivo cioè se al infermo morente metti in bocca un gozzo de dicta aqua, pur che inghiottisce, in spazio di 3 pater noster, ripiglierà fortezza et con l’aiuto de Dio guarirà”. Un odierno tonico con salvia, basilico, rosmarino, garofano, menta, noce moscata, sambuco, rose bianche e rosse, incenso e anice.

 

V’immaginate una ragazza della nostra società trapiantata in quell’epoca?

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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