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Intervista a Cesare, musicista a 360°

E’ con molto piacere che theideasmachine.it torna a parlare di musica, di quella nuova e radicata nel territorio, di nuove proposte interessanti che quando capitano sotto i nostri “radar” non ci danno altra possibilità che di parlarne.
Cesare è un ragazzo straordinario che, forte di una passione umanistica verso quel tipo di poesia impegnata e pregna di significati, ha deciso di imbarcarsi in un progetto con il solo scopo di far conoscere il poeta “Erich Mühsam“. 
Con grande coraggio si è messo a lavorare e, aiutato dai membri del gruppo in cui suona come bassista, i “Causa”, è riuscito a confezionare un nuovo disco composto da 5 tracce, poesie tradotte in canzone, che tra ritmi folk e passioni urlate riescono a far emergere sia un sorriso che una riflessione.
In occasione di questo suo debutto da solista, theideasmachine.it ha voluto rivolgergli tante domande quante le tracce del suo CD, per conoscere e far conoscere le ragioni, la passione e l’impegno che sta dietro a un simile lavoro.

 

1) Partendo dal presupposto che stai già seguendo un tuo percorso artistico, che cosa ti ha spinto a dedicarti a questo progetto solista, che musicalmente ha poco in comune con il tuo genere?

Intanto vorrei iniziare ringraziandovi di questa intervista, mi è capitato spesso di farle sia radiofoniche sia scritte, ma come appunto hai detto, è la prima volta che rispondo a titolo completamente personale. Dunque, sì… vengo da un percorso artistico un po’ diverso, io sono il bassista dei CAUSA, band del pisano improntata sul genere ska-punk con cui affrontiamo palchi da 8 anni su e giù per l’Italia e il batterista dei LAFOLLIA, band hardcore anch’essa del pisano attiva da 3 anni e attualmente nel pieno del tour del primo disco.

Non riesco a definirmi veramente un chitarrista, ma ho da sempre suonato la chitarra per scrivere le bozze delle canzoni o per divertimento sulle spiagge, quindi negli anni è diventato uno strumento complementare a tutti gli effetti.

Adoro i cantautori italiani che non parlano d’amore, perlomeno direttamente, i cantastorie insomma! Studiandoli, ho fatto un altro piccolo gradino nel mio percorso finché ho deciso di concretizzare il tutto con questo disco come passo di partenza.

 

2) Le cinque tracce del disco hanno una linea melodica ben definita, come sei arrivato a questo tipo di arrangiamento? 

Uh… ehm…. questa domanda è un po’ difficile… provo a spiegarlo nel modo più semplice che conosco: suonando!

Scherzi a parte, è una questione di tempo: più tempo dedichi al lavoro su ogni brano più il risultato può, dico può, essere buono.

Le armonie sono molto semplici e rispettano cadenze di base, la ritmica di chitarra quasi elementare. Questa scelta di rimanere su basi semplici ma solide, sono da un lato date dalla serenità che volevo trasmettere con queste canzoni, da un lato per motivi di esecuzione dal vivo, infatti, entrando nel merito delle linee melodiche, esse sono strutturate prettamente sulla metrica delle poesie in questione e volendo dare molta importanza ed emotività alle parole, non potevo impegnare troppo l’ascoltatore e le mie mani sulla musica. Per quanto riguarda invece i vari riff e assoli, sono venuti abbastanza di getto, in particolare il riff iniziale del disco, quello eseguito con il kazoo, è uscito fuori direttamente in studio mentre scherzavamo io e il fonico. Colgo l’occasione per salutarlo, Glauco Zega, che a questo giro è stato praticamente un supereroe. Inoltre le varie percussioni che si sentono sono cembali, ovetti e tamburelli… roba freak, insomma!

 

3) Una delle tracce che ci ha più colpito è “Pellegrino”. Un orecchio attento può percepire che oltre alla poesia c’è una forte carica emotiva del tutto personale, ce ne vorresti parlare?

Bene, la storia è questa, anni fa durante una festa popolare, in una libreria ambulante, mi incuriosì un libretto di poesie: “Erich Muhsam il poeta anarchico”, in pratica una biografia di Muhsam dove sono state tradotte molte delle sue poesie. Da subito alcune mi colpirono per la purezza e attualità, nonostante i quasi 100 anni di distanza dalla stesura; una di queste poesie, Pellegrino appunto, divenne cantabilissima! Nel giro di qualche settimana dalla mia cameretta arrivò fino alla sala prove dei Causa! Stiamo parlando del 2008/2009 e la versione ufficiale, infatti, si trova nel disco d’esordio “Regole non scritte” datato 2010. Quando il brano non era ancora definito del tutto, già lo portavamo sul palco tanto che ci piaceva! Ecco, dopo qualche mese, mi arrivò un sms con scritto pressappoco: “Ciao, ho sentito vostra Pellegrino! Conosciamoci! Leonard S.” In quel momento stavo salendo le scale di casa e mi chiedevo chi mai fosse questo Leonard, arrivando in camera sul libretto di poesie leggo che l’autore è Shaefer L.

Lì ho capito che avevamo fatto qualcosa che aveva generato qualcos’altro e vi garantisco che non succede spesso nel mondo della musica di nicchia… sottobosco più che underground!

Dopo un paio di mesi abbiamo tirato su, noi e Leo, una presentazione del libro con musica e recitazione… sì, in effetti, è distante dal mondo musicalmente parlando del punk ma molto vicino all’anarchismo. La divulgazione culturale era ed è la questione, il mezzo è l’arte. È stato un modo per metterci alla prova e niente sarebbe mai successo se quel giorno non mi fosse venuto in mente di cantare quella poesia di quel pellegrino che non ha meta.


 

4) Ci vuoi parlare un po’ di Erich Mühsam?
 Cosa ti ha colpito di questo poeta, ti va di raccontarci il “rapporto” che ti lega a questa figura?

Erich ha vissuto dal 1878 al 1934; non voglio dilungarmi qui nella sua biografia, però ci sono dei punti fondamentali che lo hanno reso una figura molto importante nella storia politica dell’epoca. Oltre a scrivere per varie riviste, molte fondate direttamente da lui, nel ruolo di scrittore satirico, in un periodo molto particolare, stiamo parlando della Germania, fu impegnato nell’antimilitarismo e nella lotta dei diritti ai lavoratori. Brillante a tal punto, da anticipare alla Germania che di lì a poco sarebbe caduta la monarchia: infatti, nel novembre del 1918, dopo la fondazione del RAR gli viene chiesto di fare da sottosegretario agli esteri… la baviera è già repubblica! Rifiutò l’incarico per continuare a combattere per la sua idea, l’unificazione del proletariato. Però arrivò il governo socialdemocratico centrale… Erich fu imprigionato fino al 1924 e non smise di scrivere neanche per giorno; fuori, i compagni fecero di tutto per poterlo liberare! Finalmente libero si rese conto che il male da combattere era il nazismo. Organizzò molte rivolte e movimenti in quegli anni e fu molto in vista nel mondo politico europeo. Il 28 febbraio del 1934 venne preso e fatto passare di lager in lager, fino al 10 luglio, quando lo trovano impiccato… la corda strinse il collo, ma non fu la forza di gravità.

Ecco, la cosa che mi ha colpito più di tutto di Erich è la tenacia e la necessità di produrre testi. Quando ci s’imbatte in un suo scritto si sente che parla di cose assolute, circoscritte sì al periodo storico, ma in realtà valide anche per oggi! Questo è forse il vero legame che ho con Erich: volere, in qualche modo, parlare di un oggi eterno, sempre vero.

 

5) Vogliamo rassicurare i fan dei Causa?
 Non c’è alcun rischio che possano perdere il bassista del loro gruppo preferito…

Siamo tutti una bella banda di amici!

Comunque no, per me questo è un progetto fatto per l’amore verso la musica e verso questa storia che ci è capitata. I Causa, tra l’altro, sono molto contenti che abbia fatto questo disco, i Lafollia pure!

Con entrambe le band abbiamo un bel ritmo di prove settimanali e se una settimana anzichè provare 2 o 3 volte non proviamo per niente, inizia a ballarmi un occhio, mi si gonfia la vena sulla fronte e mi tremano le mani: in pratica l’infelicità.

Ho veramente bisogno di tutti loro come persone e poi come musicisti, ci sono cresciuto insieme e spesso mi balena nella testa che suonare sia solo un pretesto per passare ore e ore insieme.

Io ho molti progetti in corso tra le mani che faccio da solo: chilometri di tracce e linee melodiche, giri di basso, registrazioni con cellulare, quadernini su quadernini di scarabocchi comprensibili soltanto da me a tardissime ore della notte…. ma adesso non mi va di concretizzarli davvero, quando mi andrà lo farò! Promesso!!

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1 Commento

  1. cecio!
    1 dicembre 2014 at 21:17 — Rispondi

    qui si ascolta tutto! 😀

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