La macchina dei pensieri

Il nostro 2015!

Anche quest’anno è finito e abbiamo pensato di raccontarvi il 2015 visto da alcuni dei nostri redattori.

3, 2, 1… Buon anno a tutti!

 

GABRIELE CORDELLI

Che dire, questo 2015 è stato un anno di cambiamento, nel bene e nel male… E ci sono dei momenti, delle parole, delle immagini durante l’arco dell’anno, che sono difficili da dimenticare. Ecco il mio 2015 in breve.

 

LIBRO: Storia della filosofia medioevale – Luciano De Crescenzo

Non è il primo libro di De Crescenzo che leggo… e sono certo non sarà l’ultimo! Con la solita ironia che lo contraddistingue, le pagine scorrono veloci e santi, eretici, cristiani, musulmani, streghe, monarchi ci guidano uno dei millenni più affascinanti di sempre.

“Il Medioevo, lo dicono tutti, è un’epoca buia. «D’accordo, ma chi è stato a spegnere la luce?» […] E quali figure riuscirono a illuminare quel buio con la forza del loro pensiero?

 

FILM: Gone Girl – L’amore bugiardo – David Fincher

In realtà è stato difficile non scegliere “Star Wars VII – Il risveglio della forza”, sarà che ne parlo dopo, ma avrei tanto voluto scegliere quello (dannate leggi editoriali!)… Comunque, il film diretto da David Fincher è uno di quei film che più ho adorato in questo 2015. So che è uscito nel 2014, ma noi lo abbiamo visto in un cinema di provincia a inizio 2015 ed è per questo che lo inserisco in questa lista. Non manca niente: ottimi attori, coinvolgente narrazione, thriller che ti prende il cervello te lo smonta e te lo ridà, così. David Fincher non delude mai.

 

CANZONE: Mica Van Gogh – Caparezza

Questa è stata la prima canzone dell’ultimo cd di Caparezza (Museica) che ho ascoltato. Un genio. In 3-4 minuti di canzone ascolti i principali avvenimenti della vita di Van Gogh e alcuni dei massimi problemi della società contemporanea, in un dialogo a distanza fra due mondi totalmente diversi.

“Tu ti fai di funghi ad Amsterdam ma ciò non fa di te un artista, tu in fissa con i cellulari lui coi girasoli, girare con te è un po’ come quando si gira soli”

 

ARTICOLO: Star Wars 7: quando la Forza non è la sola a risvegliarsi

Oh, finalmente posso parlare di quello che per me è stato un vero e proprio evento! Fino al giorno della visione in sala non sentivo tutto quell’hipe, ma al cinema tutto è cambiato. Condivido tutto quello scritto da Matteo Genovesi nel suo articolo, soprattutto la bellezza nel ritrovare citazioni iconiche della vecchia trilogia nelle novità apportate da JJ Abrams.

 

AVVENIMENTO: Attentato a Parigi

Ero al ristorante a mangiare una pizza, la tv, lontana, era accesa e internet non funzionava. “Sta succedendo qualcosa? C’è il tg e mi sembra che sia successo qualcosa…” Stava proprio succedendo qualcosa. Quella notte abbiamo fatto le 3 a guardare quello che era successo a Parigi quella sera interrogandoci sulla fugacità della vita, del presente, dell’attimo.

 

 

MARTINA CORSINOVI

Salve a tutti, cari Machiners! Mi ritrovo qui a parlarvi di quello che più mi ha colpito di questo 2015.

Il 2015 è stato per me un anno lunghissimo, o almeno così mi è parso… sarà che di cose, belle e brutte, ne son successe tante, ma voglio parlarvi in particolare di alcuni “dettagli” che mi porterò nel cuore e che voglio facciano parte del ricordo che avrò di questo anno..

 

LIBRO: Il cuore selvatico del ginepro – Vanessa Roggeri

“Ogni giorno lotto contro il mio destino. Ogni giorno mi ricordano la mia colpa. Sono solo una bambina, e ho bisogno di te.”

No, tranquilli, non sono impazzita. Queste sono le frasi che troverete sulla copertina de “Il cuore selvatico del ginepro” perché se c’è un libro che ha segnato il mio 2015 è senza dubbio questo. Mi ha colpito la storia di queste due ragazze, due sorelle, che tra superstizioni e riti, crescono in una Sardegna che teme ciò che non riesce a capire tanto da isolarlo, odiarlo e desiderarne la morte. L’ho scelto perché è una storia d’amore bellissima tra due sorelle (no, non si tratta di incesto, tranquilli) io sono rimasta veramente senza fiato perdendomi nelle pagine di questo bel libro di Vanessa Roggeri, se ne avrete occasione leggetelo e fatemi sapere! 😉

 

FILM: Scusate se esito – Riccardo Milani

Bruno Serena o Serena Bruno? Questo è il dilemma! Con il film “Scusate se esisto” ho riso tanto, ma proprio taaaanto tanto! La mitica Paola Cortellesi insieme a quel gran pezzo d’uomo di Raul Bova hanno recitato divinamente in questo film che parla della discriminazione femminile sul posto di lavoro. Ho scelto questo film perché mi ha fatto sentire tosta, ma tosta sul serio! XD

 

CANZONE: Il bello di esser brutti – J Ax

“Col nasone ed i ciglioni, sono più bello di Brad Pitt. Senza in bocca due gommoni, mandi a casa la Jolie….È il bello d’esser brutti!” Se l’hai letto cantando, complimenti, sei un axolizzato anche tu! XD E da buona Axolizzata quale sono, la mia canzone del 2015 non poteva che essere una del caro zio Ax! Non c’è niente di meglio de “Il bello di esser brutti” come inno alla normalità… insomma, non siete stanchi anche voi di tutte quelle bellezze statuarie, senza nemmeno un difetto??? Ecco, con questa canzone il mio cure urla “Brutto è bello!” ed io son felice. 🙂

 

ARTICOLO: La scrittura come canalizzatore della felicità

L’articolo che vorrei descrivesse il mio 2015 è “La scrittura come canalizzatore della felicità” della nostra Aligiu Giafogli. Mi trovo pienamente d’accordo con lei quando dice che anche se vivi la giornata più brutta del mondo, descrivendo su di un quaderno un particolare momento che ti ha strappato un sorriso, tutto cambierà colore, perché il vostro piccolo momento di gioia lo avrete sempre li, a portata di mano.

 

AVVENITMENTO: taaanti!

Ed eccoci all’avvenimento… e qui mi trovo in difficoltà, perché di momenti belli che voglio ricordare, ce ne sono più di uno… quindi mi limiterò a dirvi che gli avvenimenti che scriverò di seguito sono quelli che più tra tutti mi hanno resa felice, perché completano il complicato puzzle del nostro passato, danno un senso al nostro presente e regalano speranze al nostro futuro. 🙂

“23 MAGGIO 2015: L’Irlanda è il primo paese a legalizzare il matrimonio omosessuale. 26 GIUGNO 2015: Gli Stati Uniti d’America dicono si al matrimonio omosessuale. 23 LUGLIO 2015: La NASA annuncia la scoperta di Kepler-452b, il pianeta più simile alla terra mai avvistato. 10 SETTEMBRE 2015: In Sud Africa viene scoperto l’Homo Naledi. 28 SETTEMBRE 2015: La NASA dichiara la scoperta dell’acqua su Marte, è possibile possano trovarsi forme di vita sul pianeta.

Eccoci qua, miei cari Machiners.

Il mio articolo è finito, così come questo 2015.. vi lascio con l’augurio di trovare i vostri bei ricordi, e con quello di formarvene altri, ancora migliori!

Buon 2016!

 

LORENZO PIERI

Questo 2015 è stato un anno pieno di emozioni, non sempre positive, ma comunque forti.

Con i ragazzi di www.theideasmachine.it abbiamo pensato bene di proporvi quelle piccole grandi cose che hanno reso il “duemilaquindici / 00” un anno buono, ad ogni modo più facile da sopportare.

La storia nasce con una capo-redattrice che un po’ per gioco viene a chiedermi: “Lorenzo, (Piero Lorenzi, per alcuni), non credi che i tuoi lettori vogliano sapere qualcosa del tuo 2015?” La mia risposta è stata sì in quanto ben consapevole del vostro irrefrenabile desiderio di saperne il più possibile. Va bene, ho esagerato, ma questo 2k15 ve lo voglio raccontare lo stesso.

 

LIBRO: La coscienza di Zeno – Italo Svevo

Trovo tremendamente complicata la scelta di un libro che possa descrivere un intero anno, che porti così tanto potere con se da raccontarmi per 365 giorni. La scelta è stata difficile, ma credo di poter essere felice nel dire che il libro che più mi ha colto di sorpresa sia un vecchio classico, “La coscienza di Zeno”. Devo a Zeno, tra molti, qualche ringraziamento per avermi aiutato a smettere di fumare, rendendo quella “new year resolution” qualcosa di fattibile, stressante, ma fattibile. Inoltre, come si può non amare Zeno?

(PS: speriamo di non riiniziare!)

 

CANZONE: Uptown Funk – Mark Ronson ft. Bruno Mars

D’altra parte non è stato semplice scegliere una canzone, non perché il 2015 non abbia avuto abbastanza musica, piuttosto non ci sono state molte canzoni che hanno catturato il mio interesse, quindi mi sono detto: “tanto vale scegliere un brano che mi ha fatto sorridere, per quanto stupido!” ed è così, un po’ per leggerezza, che nasce la mia scelta sicuramente molto ponderata. Uptown Funk!

 

FILM: The imitation game – Morten Tyldum

Un po’ più facile la scelta di un film che potesse rappresentare questo anno. Sebbene il titolo sia uscito in alcune sale nel 2014, qui in Italia è uscito a Gennaio 2015, quindi vi dico che il film che più mi ha colpito è stato “The Imitation Game”, un po’ per la storia dello stesso Turing, un po’ per i miei studi, un po’ per la fantastica rappresentazione proposta da Cumberbatch.

 

ARTICOLO: Jack the Ripper Tour

Difficile anche la decisione per l’articolo, ho prediletto la lettura di uno dei tanti post dal collega Stefano Sannino, in questo caso scegliendo l’interessantissimo “Jack the Ripper Tour”. Londra è una delle città più affascinanti al mondo e questo tour è particolare e affascinante, che dire, da provare!

 

AVVENIMENTO: Conferenza sul clima

L’evento è invece piuttosto recente e si tratta della “Conferenza sul Clima” che quest’anno si è tenuta a Parigi; un incontro importante dove i leader del mondo si sono riuniti per prendere delle decisioni necessarie a migliorare lo stile di vita non di un paese o di una nazione, ma di tutta l’umanità. Degli accordi sono stati presi e firmati, adesso non resta che adottare le norme senza mettere troppo in discussione la veridicità della mai stata teoria del “Climate Change”.

 

Adesso che mi sono raccontato, non mi dispiacerebbe sapere cosa vi ha colpito del 2015. Intanto vi auguro delle buone vacanze e buon anno!

 

 

MATTEO GENOVESI

SERIE TV: The Walking Dead

The Walking Dead (d’ora in poi abbreviato in TWD) è una delle serie di culto più seguite in assoluto della storia del piccolo schermo, un dato molto invidiabile considerato che stiamo parlando a tutti gli effetti del genere Horror, da sempre relegato a strette schiere di fedeli appassionati; con TWD la salsa cambia, e l’horror in cui affonda le radici diventa a portata di tutti: sui motivi che hanno condotto questa generale rivalutazione massificata del genere si potrebbe scrivere una tesi di laurea, e parlare in poche righe della serie è davvero un’impresa impossibile anche per il redattore più sintetico al mondo, visto la valanga di tematiche che l’universo narrativo creato da Kirkman mette costantemente in luce. Mi limiterò, dunque, a porre in risalto gli aspetti che personalmente mi hanno coinvolto e tenuto incollato per così tanto tempo di fronte alle avventure di Rick.

Sono cresciuto con gli zombie: fin dall’età di 9-10 anni, mi divertivo come un matto giocando con i vari Resident Evil nonostante le ovvie preoccupazioni dei miei genitori. A proposito, visto che certe volte si parla di questo argomento a sproposito: nonostante fin dalla tenera età infantile abbia sempre giocato con dei videogiochi parecchio violenti, nella vita reale non ho ancora ammazzato nessuno… per adesso.

Comunque, gli zombie sono stati figure iconiche che hanno segnato prima la mia infanzia e poi la mia adolescenza, fino a portarmi sul finire del 2012 a scoprire un meraviglioso videogioco: The Walking Dead Season 1. Amai quello splendido videogioco, e da lì mi buttai anche nella visione della serie, finendo per amare anche quella, forse fin troppo, visto che dopo la fine della prima stagione, decisi di non proseguire oltre: mi era piaciuta tanto, tantissimo, e secondo me le stagioni successive non avrebbero mai potuto uguagliare, tanto meno superare, il livello qualitativo della prima. Quanto mi sbagliavo… in questo 2015 ho deciso di rischiare, mettendomi a recuperare la serie fin dalla seconda stagione, e mi sono reso conto che nonostante la prima stagione resti a mio giudizio ancora superiore, l’intero TWD non perde mai smalto nonostante le premesse narrative (un’invasione di zombie che causa pazzia fra i sopravvissuti) possano sembrare all’apparenza un incipit scontato e abusato. Il motivo principale del successo enorme della serie, sintetizzando all’estremo, può essere identificato in una costante attenzione per le vicende personali dei protagonisti all’interno di un mondo apocalittico che li mette alle strette, in cui gli zombie fungono da mera cornice alle vicende, al punto che, dalla seconda stagione in poi, si capisce che i veri nemici non sono tanto i non-morti, bensì i vivi. Nonostante questa evidente natura orrenda degli essere umani che viene mostrata crudamente per varie volte nell’arco della serie, TWD suggerisce che pure all’interno un mondo dominato dal Caos e da persone folli che vivono di guerra contro i propri simili per appropriarsi dei loro beni, secondo un macabro istinto ultra-egoistico di sopravvivenza, c’è sempre un piccolo spazio arduamente visibile per sentirsi vivi, per amare, per lottare in nome del bene comune: nella sesta stagione, c’è una scena particolare che ha fatto storcere il naso a parecchi fan, ma che io ho apprezzato molto… una scena in cui una persona apparentemente perduta in questo vortice di violenza riesce a innamorarsi naturalmente di un’altra persona… il messaggio che si vuole mettere in luce è chiaro: la razza umana, quando è messa alle strette, è capace di fare cose terribili. Nonostante questo, anche quando la situazione sta precipitando e tutto sembra ormai perduto, ci può essere ancora, seppur difficilmente, lo spazio per essere ancora dei portatori di sani principi: questo spazio è sfuggente, quasi invisibile, ma esiste! Per uno come me, che ha sempre creduto nell’antica tradizione cinese secondo cui anche nelle peggiori situazioni sia possibile vedere uno stralcio di speranza e nelle persone più perfide in assoluto aleggi una minima porzione di bene che dev’essere “solo” portata alla luce, quella scena mi ha fatto sentire bene.

Il messaggio è chiaro: il mondo è duro, difficile, può arrivare a cambiarti in peggio se veramente sei messo alle strette… ma in fin dei conti siamo esseri umani, e sa da un lato faremo anche schifo, dall’altro c’è pur sempre in noi un istinto naturale alla conservazione della specie che ci permette di trovare tempo per ciò che è più importante: l’amore verso quelle persone che se lo meritano davvero.

 

ARTICOLO: Reinventarsi con un obiettivo

Durante il mese di luglio 2015 ho attraversato un periodo difficile dal punto di vista personale: parte di questa difficoltà era dovuta essenzialmente ai miei dubbi sul futuro e a cosa fare della mia vita una volta ottenuta la Laurea Magistrale. Sono capitato per puro caso sull’articolo “Reinventarsi con un obiettivo” del mio collega di pensieri Lorenzo Pieri che, in poche righe, ha messo in luce quanto possa essere difficile ma realizzabile una riscrittura della propria vita fissandosi degli obiettivi (anche piccoli) da raggiungere nel quotidiano, con lo scopo latente di una riprogrammazione di sé stessi sul lungo termine. Ho letto varie volte quell’articolo nella mia difficile estate, e proprio lo scorso 29 settembre ho vissuto uno dei giorni più belli della mia vita quando ho saputo di essere stato ammesso con borsa di studio a un percorso di Dottorato in Friuli, che per me rappresentava la concretizzazione di un sogno. Evidentemente, questo articolo, insieme al fondamentale sostegno di altre persone concretamente vicine a me, è stata una delle tante valvole che hanno permesso una concreta riabilitazione di me stesso in vista di un futuro più roseo.

 

LIBRO: La realtà in gioco di Jane MCGonigal

Sono state dette tante, troppe parole negative sul mondo dei videogiochi: rendono violenti, atrofizzano il fisico, impediscono la concretizzazione di una vita sociale ecc… il libro della McGonigal non è soltanto un punto di vista completamente antitetico a tutte le critiche trite e ritrite che ormai lasciano il tempo che trovano, ma una vera e propria lezione di vita capace di insegnarci che, se ci sforzassimo di vivere ogni giorno come in un gigantesco videogioco fatto su misura per noi, le nostre attività normalmente recepite come brutte o noiose avrebbero una notevole riscrittura positiva. Giocare porta al sorriso, leggere e provare per credere.

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AVVENIMENTOPerde lavoro e moglie a causa di Fallout 4

Trovata pubblicitaria di Bethesda in vista delle feste natalizie oppure ennesimo caso di videogame addiction? Vista la freschezza della notizia, non ci è dato saperlo, ma tutto questo mette in luce di quanto il medium videoludico sia un medium potente, il cui intrattenimento non si limita alla semplice fruizione di fronte a uno schermo. Qua ovviamente stiamo parlando di un caso limite: sono pronto a scommettere che Fallout 4 non è stata tanto la causa del precipizio in cui è caduto il giovane, ma piuttosto la goccia che fa traboccare un vaso già abbastanza pieno. Un mezzo per evadere, fuggire, sentirsi parte di qualcosa di virtualmente importante laddove la vita quotidiana magari non lo gratificava a dovere. In ogni caso, a quanto pare non sono soltanto i bambini piccoli che devono esser tenuti d’occhio mentre giocano…

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