Il Musicista IncazzatoMusica

IL CONCERTO – Parte 1

Capita, specialmente se sei particolarmente fan di un gruppo, che ti prenda la voglia di vederli dal vivo no? Bene oggi facciamo un riepilogo di ciò che accade, dei pro e dei contro, nelle giornate da concerto.

Ah, intanto se sei una fichetta che ai concerti prende posto nelle tribune evita pure di leggere l’articolo (\m/).

Si parla di “giornate”, in quanto l’idea nasce settimane, se non mesi, prima dell’evento; in particolar modo se gli artisti sono delle bestie di fama internazionale.

Zaino in spalla, si parte!

I concerti più vissuti sono, infatti, quelli che non si svolgono nella tua città o comunque vicino casa; i migliori, a mio avviso, sono quelli dove impieghi più tempo ad arrivare a destinazione che la durata stessa del concerto. Parti in largo anticipo (impegni lavorativi o scolastici permettendo), ti fai ventotto autogrill, altrettante ore di attesa in coda sotto sole/pioggia/neve/tsunami e infine, godi.

Possono anche capitare degli inconvenienti, più o meno divertenti a seconda del punto di vista; uno che mi viene in mente è accaduto qualche anno fa a me e ad alcuni amici: eravamo quattro, e avevamo stabilito che uno degli altri tre passasse a prendere tutti in auto per poi dirigerci alla volta di Bologna. Quella stessa mattina, colpa del ritardo e forse anche un po’ per la foga del momento, il malcapitato alla guida (ma più che altro impazzito), nel venire a prelevare l’ultimo, ovvero me, si mise ad attraversare a velocità a dir poco sostenuta un passaggio a livello mentre le sbarre stavano per abbassarsi, manco fosse una scena di “Fast And Furious”. Come se non bastasse, oltre i binari vi era un bel posticino di blocco e, vista la scena, di certo non dettero loro un lecca-lecca per l’acrobazia.

Morale della storia: al guidatore tre mesi di patente sospesa e a tutto il gruppo non restò che ripiegare sul treno, che, nonostante innumerevoli smattamenti e un ritardo di gran lunga superiore al previsto, non ci tolsero l’entusiasmo di quella memorabile giornata.

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Simone Fantozzi

Simone Fantozzi

Nasco a Empoli nel lontano ’89. In adolescenza mi avvicino alla musica e, un bel giorno, mi convinco ad acquistare un basso che, nonostante sia mancino, comprai destrorso perché all’epoca non sapevo esistessero di entrambi i tipi.
Mi piace conoscere, ascoltare, sono un tipo curioso e fin troppo fantasioso; restando però con i piedi per terra.
Ho suonato in diverse band di vari generi, e ciò mi ha dato le basi per una buona cultura musicale tutt’ora in crescita (giusto pe’ esse modesti). Attualmente suono nei 32 Degrees, bazzicando nei locali della provincia di Firenze e dintorni. Partecipo al progetto per confrontarmi, criticare, essere criticato, e raccontare cose più o meno sensate dal mio informale punto di vista.

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