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Il battesimo del fuoco: il fantasy est-europeo dominato dal folklore

Quinto capitolo della saga nata dalla penna dello scrittore polacco Andrzej Shapkowski, ne “Il battesimo del fuoco” ritroviamo lo strigo, Gerald di Rivia, alla ricerca della bambina sorpresa, Ciri, scomparsa durante i disordini intercorsi nella rivolta dei maghi sull’isola Thanned.

Mentre in tutto il mondo divampa la guerra tra l’impero di Nilfgaard e i regni del Nord, lo strigo si trova sotto le cure delle ninfe della foresta di Brokilon a causa delle enormi ferite inferte dall’architettore della congiura, il mago Vilgefortz.

L’amante di Gerald, l’ambigua maga Yennefer, stabilizzando il portale sulla torre dei gabbiani è riuscita nell’intento di far sfuggire Ciri alle grinfie dei congiurati bloccando il piano dell’imperatore Emhyr, che aspirava all’eritaggio della bambina per organizzare un matrimonio dinastico ed espandere le terre del suo impero.

Inutile dire che il nostro protagonista dovrà di nuovo combattere contro il tempo e contro i grandi poteri che vogliono usare Cirilla e le sue potenzialità nascoste per i propri scopi e interessi; un percorso che porterà sia lui sia la bambina ad attraversare un vero e proprio battesimo del fuoco.

In questo capitolo Shapkowski delinea ancora più marcatamente la distanza che c’è tra il suo modo di immaginare un mondo fantastico e lo stereotipo comune.

Scordatevi le atmosfere fantasy da “Il Signore degli Anelli”, pensate piuttosto a un mondo più umano in cui non esiste solo il bianco o il nero, l’eroe senza macchia e senza paura e i carnefici e gli oppressori non sono orchi o altre amenità varie, ma il risultato dei più meri impulsi e interessi della razza umana.

Se nelle opere di Tolkien, infatti, è usato l’espediente grazie al quale i vari esseri mostruosi ricoprono il ruolo di nemici facilmente identificabili e giustamente massacrabili, incarnando la quinta essenza della corruzione espressa anche nelle sembianze e nei comportamenti animaleschi, nella saga di Shapkowski la fauna locale (bestie domestiche e selvagge comuni, ma anche figure tipiche del folklore medievale come licantropi, vampiri, Banshee, ecc.) si trovano ad assistere impotenti al disegno degli esseri civilizzati capaci di escogitare massacri e diaspore al solo fine di massimizzare influenza e guadagni, tanto che a volte risulta difficile riconoscere chi siano i veri mostri.
La razza elfica, quella dei nani e quella degli gnomi sono diventate una minoranza a causa delle varie purghe e pogrom scatenate dal popolo umano diffusosi a macchia d’olio nel continente e se è vero che qualcuno combatte per riacquistare la propria libertà, la maggior parte dei non-umani è relegata a vivere nei ghetti delle grandi città.
Gli episodi di violenza e soprusi sono all’ordine del giorno in una società ormai scoraggiata e disillusa in cui l’ignoranza del volgo e le differenze raziali fanno comodo ai grandi potenti per insabbiare le malefatte e incanalare il malcontento.
Nel corso de “Il battesimo del fuoco” vi accorgerete che le ombre che si estendono sul destino di Ciri sono più fitte e numerose di quanto potessimo pensare e grazie alla guerra e al subbuglio generato dal conflitto, gli intrecci e le cospirazioni politiche stanno prendendo forma gettando l’intero continente nel caos.
Un fantasy che ha una intrigante analogia con il reale.

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Gabriele Cordelli

Gabriele Cordelli

Nerd, Geek e forse anche un po' Otaku!
Insomma, quando si parla di creatività non mi tiro mai indietro, specialmente se c'è da condividere ;)

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