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Guida linguistica per i toscani in Abruzzo. Secondo step

Hi konbanwa! Come promesso, eccoci al secondo step della guida linguistica per toscani in Abruzzo (qui potete trovare il primo step). In questo simpatico articolo mi occuperò delle caratteristiche fonetiche del dialetto abruzzese che il povero toscano si trova a fronteggiare già dal primo momento. Ovviamente, occorre tenere presente nelle caratteristiche fonetiche regionali, le peculiarità personali, ovvero le abitudini linguistiche particolari che possono cambiare da persona a persona. Non prendete cioè questa guida come una Bibbia ma solo come un breviario di caratteristiche molto molto probabili!

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Guida linguistica per i toscani in Abruzzo.

Secondo step: caratteristiche fonetiche del dialetto abruzzese.

 

  • Raddoppiamento delle consonanti.La prima “anomalia” di cui il toscano si accorge in terra abruzzese è il raddoppiamento delle consonanti. La cosa è molto semplice da spiegare e altrettanto semplice da immaginare: prendete una parola, prendete le consonanti della parola, raddoppiatele. Importante notare che il raddoppiamento delle consonanti non si applica solo all’interno di parola (biologico → biologgico), ma anche a inizio, collegando la parola interessata dal raddoppiamento a quella precedente (la borsa → labborsa). Ma… attenzione, perché il fenomeno non vale sempre!
  • Posposizione dell’aggettivo possessivo. Anche qui pochissimo da spiegare; se quando siete in toscana dite il mio libro, il tuo cane, la sua teierauna sua amica, qui sentirete dire il libro tuo, il cane tuo, la teiera sua, un’amica sua ecc…
  • Anteposizione dell’avverbio temporale. Fenomeno contrario al precedente, si applica soprattutto al “già”: già lo hai fatto? Già ci sei stato? Per la pronuncia delle frasi in cui si applica questo fenomeno rimando allo step precedente sull’intonazione della frase.
  • Chiusura delle vocali. Questo fenomeno è sicuramente tipico dell’Italia meridionale, tuttavia più di altri dipende dalle abitudini fonetiche della persona (io stessa vengo presa in giro in Toscana quando dico néveanziché nēve!). Generalmente, comunque, vale la regola della vocale chiusa: prēndi, viēni, spēro
  • Troncamento dei nomi alla prima sillaba.Questo fenomeno richiede un attimo in più di attenzione. Si nota particolarmente nelle frasi vocative, ovvero quando ci si rivolge a qualcuno e nell’uso dei diminutivi dei nomi. Nel primo caso, alla prima sillaba del nome viene anteposta la a’ ! vocativa (e, in alcuni, casi la o’! vocativa), e ciò vale sia per i nomi propri (Cinzia! → a’ Ci!; Matteo → a’ Mattè!; Giulia! → o’ Ggiù! Se siete stati attenti pochi punti addietro capirete che si applica anche il raddoppiamento della consonante a inizio parola ma attenzione! Questo fenomeno non vale universalmente: Fabio! → a’ Fà! e non a’ Ffà! !) sia per quelli comuni (mamma! → a mà!; zia! → a’ zì! *amore! → amò!), ma non per i mestieri (non si dice, infatti, a’ postì! o a’ maè!). Nel secondo caso, ovvero per quanto riguarda l’uso dei diminutivi, l’accentazione è “leggermente” diversa da quella toscana: noi tendiamo infatti a porre l’accento sulla prima vocale della prima sillaba (o delle prime due sillabe), ad esempio il diminutivo di Alessia diventa Ále, quello di Lucrezia diventa Lúcre. Qui in Abruzzo si accenta invece la seconda sillaba o il secondo gruppo di sillabe, come già si poteva intuire dagli esempi sui vocativi con i nomi: Alessia → Alè; Chiara → Chià; Simone → Simò.
  • Troncamento delle sillabe finali.La fine di molte parole non viene pronunciata, fenomeno molto accentuato soprattutto dagli anziani. La parte “tagliata” della parola viene leggermente chiusa: ‘a capa mia nun è bön’.
  • Soppressione della prima vocale dell’articolo (in)determinativo. Concludo con una “regola” piuttosto semplice che consiste esattamente in quanto scritto nel titoletto: un’amica →n’amica.

 

* Per l’uso esatto del vocativo zio/zia rimando allo step successivo della Guida.

 

Questi sono solo alcune caratteristiche che il mio orecchio da linguista ha identificato in questo quasi mese e mezzo di permanenza in terra dannunziana… prossimamente il post clou della Guida linguistica per toscani in Abruzzo: modi di dire, intercalari, offese in abruzzese. Ne vedremo delle belle…

 

Sayonara!

 

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Aligiu Giafogli

Aligiu Giafogli

Hi konbanwa! Sono nata a Empoli nel 1992, da sempre ho un'immensa passione per la scrittura, la letteratura e l'arte (e anche per i maglioni invernali e i gatti neri e obesi, ma questa è un'altra storia). Sono una persona caotica, romantica, talvolta incoerente, e i miei molteplici interessi (lo vedrete, anzi: lo leggerete!) rispecchiano la mia personalità. Da gennaio 2015 mi sono trasferita dalla piccola e tranquilla Limite sull'Arno all'Abruzzo, dove a breve inizierò a frequentare la magistrale di Filologia moderna. Che altro dire di me? Ho una perenne e infinita wish list di esperienze da fare, libri da leggere, posti da visitare. Adoro tutto ciò che è bordeaux, le penne bic nere e gli anime, e il mio sogno nel cassetto è vedere l'aurora boreale mangiando una tazza di latte e cereali. Se m’incontrate per strada offritemi un ginseng... ma non portatemi mai a una bancarella di libri usati: potrebbe essere l'ultima cosa che fate.
Sayonara!

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