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Gli anni ’90 – Moda e acconciature

Non c’è niente di meglio che passare una serata con i tuoi cugini a mangiare al ristorante indiano… e così, fra un Malai Tikka e una risata, ci ritroviamo a parlare della (assurda) moda hipster e della mancanza di idee in questo decennio: un ritorno al passato infinito che non sembra placarsi, un ritorno al “già visto” senza nuove visioni, sia questo nella musica, nelle innovazioni (escluso quelle tecnologiche), nella moda.

Già, la moda e la musica sono sicuramente due tasselli fondamentali della società che hanno letteralmente segnato epoche; da qui l’idea di ripercorrere decennio per decennio, secolo per secolo, l’abbigliamento, le acconciature, i modi di fare di quelle generazioni che le hanno vissute a pieno!

 

MODA – Gli anni ’90 sono stati caratterizzati da fantastici (e, diciamolo, anche orribili) mode che, sì, abbiamo seguito tutti, anche con un po’ di vergogna, a guardarle adesso!

Lasciando un attimo in disparte i pantaloni a zampa di elefante, tipici degli anni ’70 e tornati in auge proprio in questo periodo e i lasciti degli anni ’80 nei bomber con l’interno arancione e gli scaldamuscoli, ciò che contraddistingue gli anni ’90 sono una moda semplice e colorata (e, senza ombra di dubbio, poco raffinata!)… dal melting pot allo stile grunge e street urban, questo modo di vestire proviene direttamente dall’abbigliamento dei gruppi musicali quali Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden. E, senza dubbio, ricorderete la terribile camicia a scacchi aperta abbinata (si fa per dire) a top corti oppure annodata in vita, per le più trandy.

I pantaloni erano a vita alta e, possibilmente strappati o stropicciati, mentre le salopette (alzi la mano chi non ne aveva almeno una) dovevano essere larghe e portate con t-shirt colorate (grazie Willy [Principe di Bel Air]!). Ma il vero trand di quest’anni sono state le tute Adidas con le strisce: per andare a scuola, a giro il sabato pomeriggio, a fare la spesa, l’importante era indossarli sempre (senza dimenticare la maglietta colorata sotto, ovviamente!).

adidas tuta moda anni 90

E se i pantaloni della tuta venivano indossati esclusivamente con le Silver Nike, ci sono stati almeno altri 3 paia di scarpe nel nostro armadio: le Fornarina, le zeppe e le Dr.Martens (se il piede non vi è cresciuto e non le avete buttate, è il momento di ritirarle fuori).

scarpe anni '90 moda zeppe fornarina dr marins

 

Nell’armadio di noi ragazze c’era, sicuramente almeno un’improponibile maglietta della Onyx: maniche corte, maniche lunghe, tutte avevamo quelle bambine in stile manga stampate sul petto con le scritte più assurde.

Infine, almeno una volta a settimana indossavamo maglie con stampe batik e non uscivamo di casa senza maglioni, camicie, giacchetti, legati in vita (orribile.. shh!).

 

MUST: maglioncini corti e pancino scoperto!

versace pubblicità anni '90 moda pancia scoperta maglie corte

 

MOMENTO DI SILENZIO per i collarini di plastica che tenevamo al collo per giornate intere e che trovavamo nei giornali come “Cioè”… Mooolto anni ’90!

collana cioè anni '90

 

ACCONCIATURE – le ragazze avevano due problemi: lo scalato e la frangia. Tutte volevano un caschetto con lo scalato perfetto e/o una frangia morbida che al primo accenno di umidità, inevitabilmente, si arricciava. Ma la cosa più bella delle acconciature femminili anni ’90 è senza dubbio il frisè e non aggiungo altro.

rachel friends anni '90 acconciatura scalata frisè acconciatura anni '90

Per i ragazzi, invece, via alla riga nel mezzo, a quelle assurde treccine attaccate alla testa o al capello lungo e selvaggio di Renegade o lungo e raccolto in un codino alla Baggio o alla Fiorello!

nick carter anni '90 capelli

 

MUST: tingersi un paio di ciocche bionde intorno alla faccia. Ricordate?

geri halliwell capelli mesh anni '90

 

Prossima settimana scopriremo la musica in voga negli anni ’90 e poi, come ultimo appuntamento, un articolo da non perdere su serie tv e pubblicità! 😉

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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