La macchina dei pensieri

Game of thrones, una storia che parla di noi

“Game of Thrones”, Il Trono di Spade in Italia, è una collana di libri fantasy dello scrittore statunitense George R.R. Martin, campione d’incassi non solo in versione cartacea, ma anche su grande schermo.

 

Dopo “Xena”, “Fantaghirò” e, più recentemente “Merlin”, la HBO ententainment propone un qualcosa di più cinematografico che si avvicina vagamente a un film colossal del calibro di “Troy”, ma in maniera più criptica, a tratti brutale e spietata come a dire che non sempre vincono i buoni, anzi quasi mai, una prospettiva molto interessante e a mio parere più veritiera e sincera.

 

Il mondo Fantasy di “Game of Thrones” ricreato si concentra su un periodo delicato della storia dello stesso; un periodo dove sembra che tutto ciò su cui l’universo Game of Thrones è stato fondato, ed è cresciuto, non basti più e qualcosa stia cambiando nell’atmosfera. A mio parere è un effetto voluto e mirato per noi spettatori che ci cimentiamo in questa nuova avventura medievale. Gli stregoni, le creature fantastiche, sortilegi e piaghe vengono meno, come se tutto ciò appartenesse a un passato non troppo remoto: ricorrono, tuttavia, riferimenti a imprese eroiche, leggende, draghi, giganti e altre creature fantastiche che fanno parte di un altro racconto, ma sono le fondamenta delle vicende narrate.

 

Il panorama di westeros (le terre dell’occidente) è suddiviso in 7 regni la cui convivenza, da sempre messa a dura prova, sembra venire meno anche questa volta a causa di una serie di intrighi e cospirazioni che generano inevitabilmente l’inizio di una serie di guerre per il predominio su tutto il reame. Casate principali, vassalli, lord, re e cavalieri mettono in gioco il loro nome e il loro onore a favore della propria causa.

 

Il punto focale su cui concentrarsi è però più profondo, infatti, il bello di tutto ciò, o più precisamente ciò che mi spinge a scrivere questa recensione, è il fattore umano. Addentriamoci nella serie, guardiamoci tutte le stagioni e arriviamo in fondo, cosa notiamo? Più umanità di quanto una tortura o una mutilazione di troppo vogliano farci credere. Anche la nostra storia ci ha portato a qualcosa di simile: molte guerre sono iniziate per puri capricci di qualche rampollo di nobili origini, motivi passionali, senso di giustizia o semplicemente per il puro istinto naturale di essere più forti del prossimo. Non è un caso (forse) che un periodo considerato buio come il medioevo sia fonte d’ispirazione per tanti scrittori e registi, probabilmente perché quella scia solenne che questo lascia dietro di sé ci aiuta anche a comprendere noi stessi in quanto uomini in carne ed ossa.

 

In una società medievale senza uno stato democratico che ci protegge, che non sostiene le persone se non per diritto di nascita, senza neanche la certezza di vedere il giorno dopo, come saremmo? La sola cosa su cui potremmo contare saremmo soltanto noi stessi con le nostre capacità, un triste meccanismo che creerebbe indipendenza, è vero, ma dividendoci. Privi di tolleranza verso il prossimo ci chiudiamo dentro il nostro piccolo recinto guardando il futuro da lontano, troppo orgogliosi per prendercelo. Immedesimandoci in tutto questo possiamo renderci conto che il lato umano è un punto focale di Game of Thrones, dove, con le spalle al muro, l’uomo tira fuori la sua vera natura dando inizio a una serie di eventi che valgono la pena essere raccontati.

 

 

Ciò che veramente dovremmo trarre da un racconto fantasy è puramente fine a noi stessi e alla nostra imprevedibilità, ed è questo che fa la differenza, rendendo avvincente una trama, tenendoci incollati allo schermo. Tutto questo lo potete trovare nel Trono di Spade: un successo commerciale, certo, ma a mio parere umano, prima di tutto.

 

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Lorenzo Bagnoli

Lorenzo Bagnoli

Ciao a tutti! Sono Lorenzo Bagnoli nato a Empoli il 09/07/1993.
Cancro sia di segno che di ascendete, fin da piccolo prendo le cose di pancia e vado molto a sensazioni, spaziando molto con la mente. Di natura estroversa ma lunatico, passo dal caldo al freddo in un lampo e mi piace cimentarmi un po’ in tutto, amo la condivisione soprattutto delle mie esperienze e mi piace ascoltare le persone (anche se non sempre è facile).
Fin da piccolo sono legato al mondo dei videogiochi attualmente pilastro della mia occupazione (commesso nel settore), la mia natura discontinua però mi porta a seguire molte altre strade. Sono come un ragazzino che non ha voglia crescere, che vive nel sogno di diventare una rockstar per intenderci xD, mi piacerebbe poter dire di essere un tuttologo, ma, di fatto, non lo sono.
Ho molti interessi forse troppi e per stare dietro a tutto ciò che vorrei fare non basterebbe una vita. La parte che più mi piace delle cose è la fase creativa e la mia vena umanistica mi porta a vedere tutto in modo filosofico e riflessivo, per questi motivi sento di dover comunicare ciò che penso.

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