Videogame

From Software e la paura: Bloodborne

La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.
H.P Lovecraft

Basterebbe questo aforisma per descrivere il tema centrale della trama di Bloodborne, penultimo capolavoro creato da From Software e della mente geniale di Hidetaka Miyazaky. Ma la pigrizia e la superficialità qua non sono di casa. é giunto il momento di addentrarsi in un titolo dalla storia così oscura e angosciante da togliere il sonno.
Ormai il 12 Aprile si avvicina e con questo articolo andiamo a mettere il penultimo tassello in quel meraviglioso mosaico che è la storia di From Software.
Se vi siete persi qualche passaggio, non c’è problema, vi basta andare a leggere gli articoli precedenti cliccando qui: PARTE1PARTE 2PARTE3PARTE4

bloodborne-cover

Stavamo parlando di Bloodborne
Il 25 Marzo 2015 è un giorno come tanti, in cui la vita delle persone scorre normalmente, come al solito. Alcune di queste persone però, hanno un motivo per cui essere un po’ più felici di altre. Tempo addietro Sony era riuscita ad assicurarsi come esclusiva per la sua nuova console, Playstation 4, un titolo dello studio giapponese From Software, un certo Project: Beast.
Il 25 Marzo 2015, Project: Beast fa il suo debutto mondiale con il suo nome definitivo, un titolo carico di significati: Bloodborne.

Le meccaniche di gioco di questa nuova “creaturaFrom Software continuano a seguire la formula inaugurata dalla saga di Dark Soul. Il titolo si presenta come un action-rpg in terza persona che pone molta enfasi sul combattimento e sulla difficolta, imponendo un’attenzione costante al giocatore, punendolo per ogni minimo sbaglio. Le atmosfere medievali e le divinità dai tratti e dai comportamenti umani lasciano posto a una ambientazione e un design grafico in bilico tra il periodo gotico e vittoriano, permeato da una sensazione di angoscia e spaesamento in cui ciò che è divino trascende l’umana concezione fino a diventarne… alieno.

bloodborne-1La storia in cui muove i passi il giocatore è ambientata nella città di Yharnam, in cui ha sede la “Chiesa della Cura”, un culto religioso che sembra possedere una sostanza capace di curare qualsiasi malattia: il “sangue curativo”. Il protagonista interpretato dal giocatore è un “cacciatore”, un individuo che ha assunto questa “panacea” sottoscrivendo un contratto medico, che lo ha vincolato alla generica “missione” di ripulire la città dalle aberrazioni e dalle mostruosità nate dalla somministrazione del “sangue curativo”.
E qui verrebbe da farsi una domanda: ma come? ‘Sto sangue curativo non era la cura miracolosa?
Come sempre, i lavori di From Software risultano all’apparenza banali e abbozzati ma addentrandosi un po’ nella storia del mondo di Bloodborne e cogliendo i vari indizi presenti nella città e nelle sue profondità si viene a contatto con una storia così complessa e coerente da rappresentare l’apice degli universi narrativi creati da Miyazaky e soci.

Nel corso del gioco il giocatore scoprirà che il “sangue curativo” non è altro che il sangue delle divinità antiche, esseri alieni ed estranei alla nostra comprensione che hanno abitato il mondobloodborne-2 eoni prima dell’umanità. Nel tentativo di mettere in moto un nuovo step evolutivo della specie, alcuni studiosi hanno pensato di applicare il sangue di queste divinità ai propri simili, di fatto infettandoli. Come dalla migliore tradizione lovecraftiana, in Bloodborne il sapere delle antiche divinità non è comprensibile dalla civiltà umana e i tentativi di capirne il significato portano solo alla pazzia.
Bloodborne è un titolo dai molti meriti. Vincitore di premi prestigiosi, ha dimostrato come una nuova proprietà intellettuale potesse disfarsi delle formule ormai consone del mercato pur divenendo un esperienza di successo. Il lavoro svolto da From Software sul lato narrativo di questo videogame (e chiamarlo con questo termine è riduttivo, credetemi) rappresenta qualcosa di unico. Se venissero premiate le sceneggiature dei videogiochi seguendo gli standard degli Oscar, Bloodborne avrebbe vinto il premio come “sceneggiatura originale”. Anche sul lato tecnologico Bloodborne risplende, caratterizzandosi come uno dei titoli dalla resa grafica più pulita e curata di tutto il panorama Playstation 4. Ancora una volta From Software è riuscita a compiere miracoli tecnologici con la piattaforma Sony, riuscendo a tirarne fuori ogni singola goccia di potenza.
L’esperienza guadagnata dai titoli precedenti e da Bloodborne stesso è stata impiegata per creare l’ultimo capitolo della saga Souls: Dark Souls III.
In uscita il 12 Aprile, il titolo promette di essere una esperienza devastante e di mettere la parola fine a una saga iniziata cinque anni fa, nel 2011.
Ma questa è un’altra storia, che vi racconterò dopo essermelo giocato fino allo sfinimento.
Alla prossima! 😉

 

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Gabriele Cordelli

Gabriele Cordelli

Nerd, Geek e forse anche un po' Otaku!
Insomma, quando si parla di creatività non mi tiro mai indietro, specialmente se c'è da condividere ;)

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