ArteCinema

Documentari al cinema

Non so se sapete la bellissima iniziativa di Unipol Biografilm Collection nelle varie sale di Uci Cinemas: ogni martedì vengono pubblicati documentari in lingua originale con sottotitoli su personaggi e storie particolari, narrati da autori pluripremiati.

 

Martedì scorso abbiamo assistito a “Per nessuna Buona Ragione” di Charlie Paul con Johnny Depp in veste di intervistatore. Dopo 15 anni di lavorazione, ci viene presentato Ralph Steadman, illustratore e caricaturista inglese, la sua vita spericolata e la sua mente geniale. Partendo da una tela totalmente bianca arriviamo all’opera compiuta, in un excursus interessante fra i vari passaggi della realizzazione del dipinto; aneddoti, vita vissuta e collaborazioni artistiche ci permettono di assaporare la vita di uno degli artisti più radicali e innovatori del secolo scorso.

Nonostante alcune sequenze dove il regista, a nostro parere, si perde un po’ nei meandri (forse troppi) della vita di Steadman, ci è piaciuto molto conoscere questa figura e i suoi lavori (quelli sulla pittura su polaroid, esaltando il lato più reale della fotografia, geniale) guidati dal “cocchiere” Depp.

 

Il prossimo martedì, 17 marzo, sarà la volta di “Stories we tell” di Sarah Polley, un documentario che si trasforma in un cineromanzo, dove persone vere si alternano ad attori, raccontando la vita della madre defunta della regista; un racconto, simile a un esperimento, dove vengono messi in dubbio realtà e fatti di vita vera perché “la verità cambia a seconda di chi la racconta”. Sarah Polley esplora il mondo del racconto e del modo di raccontare, che ci modella, ci definisce, ci cambia come individui a seconda delle testimonianze.

Curiosissimi.

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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