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Del perché e del come mi sono trasferito a Londra

In questo stesso periodo di due anni fa, la mia vita procedeva lineare e tranquilla.

I corsi all’Università erano finiti. Io mi convincevo di avere tempo in abbondanza per studiare. Gli shorts facevano la loro prima comparsa. Il cinguettio di un uccellino diventava una scusa sufficientemente valida per mollare tutto e uscire di casa.

Eppure c’era un sentimento diverso che mi accompagnava. Le giornate più lunghe; la pelle sinuosa delle ragazze esposta ai raggi solari; le lunghe serate fatte di risate, scherzi e bevute con gli amici, non mi soddisfacevano più. Non mi regalavano più la stessa eccitazione, lo stesso appagamento.

Volevo di più! Non solo a livello dionisiaco e frivolo. Volevo vivere un esperienza. Volevo apprendere dalla vita, dal mondo, qualcosa di più su me stesso. Volevo una sfida, per mettermi in gioco e vedere se ero in grado di farcela. Una sfida che non poteva esistere continuando a fare le stesse cose, nei soliti luoghi. Dovevo cambiare aria, cambiare prospettiva, punto di vista. Giudicare me stesso guardandomi da un piano diverso. L’unico modo per farlo, era prendere armi e bagagli e trasferirsi all’estero!

Questa voglia, comune a molti ragazzi della mia età, mi accompagnava ormai da un paio di anni. Da quando il dramma dell’esame di Stato era finito. Come una cellula terroristica, però, se ne rimaneva dormiente nei meandri della mia mente, aspettando il momento ideale per agire. Decise di esplodere in quella estate del 2012.

 

La scelta della meta fu semplice e banale.

Come la stragrande maggioranza degli italiani, il mio inglese era al livello di “The book is on the table”. Pronunciato male. In più il 2012 era l’anno delle Olimpiadi. Londra, quindi, si rivelò la destinazione ideale. Già mi immaginavo. Nella metropoli tra le più importanti al Mondo. Luogo di nascita di tante sottoculture: Mods, Punk, Ravers. Band musicali come: The who, Queen, Coldplay. Parlare un perfetto inglese, bere birra nei più famosi pub, conoscere ragazze da tutto il mondo!

 

Non rimaneva altro da fare che fissare il volo.

La vita, a volte, è strana. Un semplice gesto, fatto anche più volte, sempre felice, si può trasformare in un ostacolo non da poco.

La decisione era presa. La meta scelta. Genitori e amici informati e convinti. Quando, però,  ti ritrovi con il cursore del mouse sul tasto ‘prenota’ di un volo di sola andata, ecco che tutti i dubbi e le incertezze saltano fuori.

La fortuna volle che anche un mio amico stava progettando di trasferirsi a Londra. Usai l’attesa della sua decisione, come pretesto per rimandare il fatidico click finale. Questo è un errore comune di chi si vuole trasferire. I cambiamenti spaventano. Si cercano, quindi, appigli solidi per affrontarli. È una cosa che, oggi, sconsiglio di fare a chiunque voglia trascorrere un periodo lontano da casa. Se aspettate che altri provino lo stesso vostro entusiasmo e che vi accompagnino in quel viaggio, è la volta buona che non vi muovete.

I giorni passavano. La sua decisione non arrivava. La mia voglia, però, non scemava. Stanco di aspettare, accesi il PC, e prenotai il primo volo possibile.

Da quel momento fu tutto una festa! Amici e parenti mi subissavano di attenzioni. Felici, curiosi e preoccupati, mi chiamavano e venivano a trovarmi. Nemmeno  partissi per la guerra.

Il 9 agosto del 2012, dal gate dell’aeroporto di Pisa, salutavo mio padre, visibilmente commosso. Con una bandiera italiana piena di dediche nella valigia; tanta paura ed eccitazione sulle spalle; prendevo posto sull’aereo.

 

Non avevo nessun piano. La prima settimana in un ostello, nient’altro. Non avevo un lavoro. Non sapevo se mai ne avrei trovato uno. Nessuno che conoscessi e potesse aiutarmi. Ero solo. Nonostante tutto ero lì. Carico, eccitato, spaventato. Era quello che volevo. Tutto come me lo aspettavo. Quel qualcosa in più. La sfida per mettermi in gioco mi si parava davanti come un gigante invincibile. Io, piccolo Davide(tiratela meno!), pronto ad affrontarlo.

Si rivelò essere la più dura, eccitante, divertente, importante esperienza della mia vita!

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Stefano Sannino

Stefano Sannino

Salve ragazzuoli!
Mi chiamo Stefano Sannino.
Nato e cresciuto nella ridente cittadina di Montelupo Fiorentino. Perdigiorno professionista. Studente Universitario in Biotecnologie nei ritagli di tempo. Sono qui per raccontarvi le mie (dis)avventure in giro per il mondo.
Stay tuned

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