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Cronache dall’Abruzzo Irish Festival 2015

Hi konbanwa!

 

In provincia di Teramo c’è un paesino che per alcuni giorni all’anno si tinge di verde, bianco e arancio

Sto parlando di Notaresco, un borgo medievale arroccato su una collina che nell’ultimo weekend ha ospitato un festival a tema irlandese.

La festa si svolge nell’arco di tre giorni, dando vita a una sorta di gemellaggio Abruzzo-Irlanda, e unendo alla tradizione locale il fascino delle leggende celtiche. Se venite da fuori e amate stare all’aria aperta potete accamparvi direttamente con la tenda nell’antistadio del paese, altrimenti vengono organizzati pacchetti soggiorno con alcune strutture convenzionate poco lontane da Notaresco.

 

Dal punto di vista gastronomico viene offerto sia un menu tipicamente irish, con fish&chips, jacket potatoes e bistecca di angus, sia alcuni intramontabili classici dello street food abruzzese: dal panino con la porchetta, al “tacchino alla canzanese” agli immancabili arrosticini di pecora.

Venerdì e sabato la festa inizia nel tardo pomeriggio, domenica mattina invece, dopo una visita alla Fortezza di Civitella del Tronto, per i più curiosi e forti di stomaco, c’è la possibilità di provare anche l’Irish Full Breakfast, a base di funghi, pomodoro, salsicce, uova, pancetta affumicata ed altri sapori, accompagnata ovviamente da una pinta di Guinness.

Non dimentichiamoci, infatti, in perfetto clima irlandese, un’ampia scelta di birre (fino a 18 tipi!) e Wiskey invecchiati fino a 25 anni.

abruzzo irish festival irlanda breakfast

Per divertirsi non mancano le iniziative: praticamente ad ogni ora concerti, workshop, balli popolari, session tradizionali e canti. Tra i gruppi più gettonati, si sono esibiti quest’anno sui palchi Cork, Dublin e Galwag, Fiddler’s Green,  Finnegans Wake,  Lennon Kelly ed altri artisti, portando quasi dodicimila persone solo nella sera di sabato

 

In due punti del festival si svolgono degli workshop, approfondimenti culturali per tutti i gusti: da quello su letteratura, fiabe ed romanzi per quelli cresciuti a pane e James Joyce, a quello sulle leggende ed i castelli irlandesi, alla storia dell’Irlanda e delle sue vicende politiche e sociali.

Abruzzo Irish Festival irlanda mercatino mestieri feste popolari

Il mercatino, è stata la parte a mio avviso migliore della festa: non solo si possono trovare articoli in stile celtico, medievale ed esoterico ma anche dimostrazioni di artigianato storico e antichi mestieri, come lo speziale, il mastro delle pergamene, l’impagliatore ed il fabbro.

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Immancabili poi la lettura della mano, gli oracoli, le rune e un bicchiere di idromele, che in un contesto simile rendono l’atmosfera ancor più magica. Tra l’altro, il clima a tratti pungente, mi ha ricordato vivamente alcune serate allegre e dolciastre passate in giro per Dublino

 

Personalmente mi sento di consigliare a tutti coloro che, come me, amano l’Irlanda, di prendere in considerazione, per l’anno prossimo, una gita all’Irish Festival di Notaresco. Non vi dico che sarà come andare davvero in Irlanda, ma sicuramente vi farà venire una gran voglia di visitarla e scoprirne i veri sapori e colori!

 

Sayonara!

 

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Aligiu Giafogli

Aligiu Giafogli

Hi konbanwa! Sono nata a Empoli nel 1992, da sempre ho un'immensa passione per la scrittura, la letteratura e l'arte (e anche per i maglioni invernali e i gatti neri e obesi, ma questa è un'altra storia). Sono una persona caotica, romantica, talvolta incoerente, e i miei molteplici interessi (lo vedrete, anzi: lo leggerete!) rispecchiano la mia personalità. Da gennaio 2015 mi sono trasferita dalla piccola e tranquilla Limite sull'Arno all'Abruzzo, dove a breve inizierò a frequentare la magistrale di Filologia moderna. Che altro dire di me? Ho una perenne e infinita wish list di esperienze da fare, libri da leggere, posti da visitare. Adoro tutto ciò che è bordeaux, le penne bic nere e gli anime, e il mio sogno nel cassetto è vedere l'aurora boreale mangiando una tazza di latte e cereali. Se m’incontrate per strada offritemi un ginseng... ma non portatemi mai a una bancarella di libri usati: potrebbe essere l'ultima cosa che fate.
Sayonara!

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