La macchina dei pensieriViaggi

Cortina di ferro? No, pista ciclabile!

Il momento delle vacanze estive si avvicina… e inevitabilmente iniziamo a pensare a dove andare, se fare una vacanza al risparmio o regalarci quel viaggio che tanto vogliamo fare.

Noi vi consigliamo una vacanza “alternativa”!

Al posto della cortina di ferro che negli anni della Seconda Guerra Mondiale divideva l’Europa in due, est e ovest, è nata una pista ciclabile di quasi 7000 chilometri (6800 per l’esattezza); un percorso per riscoprire la storia del nostro continente, dal Patto di Varsavia alla Caduta del Muro di Berlino nel 1989.

Si parte dal Mar Nero e si arriva fino al Mare Baltico, al confine dell’Oceano Atlantico, immersi nel verde, fra piante e animali… un bel cambiamento se consideriamo come, l’intera zona, era utilizzata! Quella che possiamo attraversare in sella a una bici è un’unica riserva naturale, fortemente voluta e protetta dallo stesso Mikhail Gorbachev, ex presidente dell’Unione Sovietica; la pista ciclabile, infatti, attraversa ben 20 nazioni e 150 parchi naturali di tutta Europa. Ad accompagnarci in questa avventura, oltre agli immensi spazi verdi e alla natura, ci sarà anche la Storia, il passato che non possiamo dimenticare: monumenti, musei ed edifici ci richiamano alla mente quei terrificanti anni di divisione europea.

La pista ciclabile viene solitamente suddivisa in tre parti: il percorso a Nord (dalla Scandinavia ai confini fra Germania e Polonia), il percorso in Germania (che unisce due piste ciclabili già esistenti) e il percorso a Sud (dalla Repubblica Ceca alla Turchia). La bicicletta come strumento di libertà, d’incontro fra popoli, nazioni, storia e natura…

Buon viaggio!

 

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

2 Commenti

  1. Cristiano
    12 maggio 2015 at 13:52 — Rispondi

    Che fugata *.*
    Un modo come un altro per slegare il ciclismo dall’agonismo amatoriale dei ciclisti della domenica e re interpretarlo come fruizione di vita vissuta, di storia e di contemplazione della natura.
    Mi piace 🙂

    • Giulia Farsetti
      13 maggio 2015 at 13:25 — Rispondi

      Vero?! È veramente un’idea geniale!! 🙂 se ti cimenterai nell’impresa, facci sapere!!!

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