Un italiano a LondraViaggiVite dall'estero

Coinquilini a Londra

C’era uno spagnolo, due italiani e quattro francesi…
Quello che potrebbe essere l’inizio di una barzelletta – e per certi versi lo è anche stata – non è altro che la composizione delle nazionalità presenti nella casa dove abitavo a Londra.
Ma facciamo un passo indietro.

Dopo più di un mese di pernottamento in ostello, dove ormai ero diventato amico di tutti (CONSIGLIO: diventare amici della barista significa bevute gratis a volontà), trovai finalmente una stanza in una vera casa londinese.
La dimora in questione faceva parte di un complesso di villette a schiera situate nella zona sud-est di Londra, oltre il Tamigi. Per i più pratici, la fermata della metro era Surrey Quays. Era un bel quartiere con la sua area verde, il centro commerciale, qualche negozio, la biblioteca ed era veramente vicino al Greenwich Park. La casa poi era spaziosa: 6 camere da letto, 2 bagni, 3 docce e una zona soggiorno-cucina piuttosto ampia. Non mi potevo certo lamentare.
Così, insieme a una ragazza italiana conosciuta in ostello, anche lei alla ricerca di una stanza, ci trasferimmo al numero 15 di Alloa road.

Una volta dentro trovammo ad aspettarci questi quattro ragazzi francesi, un maschio e tre femmine.
Ora, già la convivenza con altre persone non è mai semplice; voglio dire, si litiga anche in famiglia… figuratevi voi italiani e francesi sotto uno stesso tetto. Un po’ come rinchiudere cani e gatti in una scatola. Fu subito guerra!
Proprio non riuscivamo a tollerare quell’aria di superiorità che degenera in un menefreghismo nei confronti degli altri che troppo spesso i francesi hanno. Loro avranno avuto altrettanto i loro motivi per essere antipatici con noi. Ogni giorno c’era da discutere, da puntualizzare, da sindacalizzare su cosa aveva fatto o non fatto quello o quella. A volte dalle parole siamo sfociati ai dispetti e alle ripicche. Non me ne vogliate, donne, ma a volte siete un pochettino, ma proprio poco eh, meschine e vendicative. Fu tutto molto infantile, lo ammetto, ma in quel momento ci sembrava la cosa giusta da fare; anche per rafforzare gli stereotipi che ci accomunano.
Fortunatamente le cose migliorarono nel tempo, anche perché due di loro, le più antipatiche, se ne andarono, perciò potemmo costruire un bel rapporto di amicizia e convivenza con gli altri due Jeff e Feriel. Che ricordo sempre con affetto.

Nel frattempo, però, arrivò Pedro, lo spagnolo. Che personaggio! Era un cazzaro numero uno. Ogni giorno aveva una storia pronta da raccontare piena di aneddoti sulle sue bravate. Ogni tanto riceveva strane visite; si dava poi malato a lavoro per qualche giorno e se ne rimaneva chiuso in camera, dalla quale uscivano i fumi di varie sostanze allucinogene per il resto del tempo. Tutto sommato era simpatico e divertente; solo a piccole dosi però.

Senza contare le prime settimane di assestamento, siamo diventati tutti buoni amici. Abbiamo organizzato qualche festino, uscivamo insieme e ci divertivamo.
Tutto si riduce a un cercare un compromesso tra le parti per convivere serenamente.
In più ho capito qualcosa su gli stereotipi che ci riguardano e posso dire che:

– noi italiani, anche con tutti i nostri difetti, siamo i più ligi all’ordine e alla pulizia dentro casa;

– gli spagnoli amano divertirsi e fare casino esagerando spesso e volentieri, che vorrebbero assomigliarci, ma gli manca quella creatività che ci contraddistingue;

– i francesi sotto quell’enorme strato di Ego alla fine hanno un nocciolo di umanità che li rende piacevoli alla compagnia.

 

Post precedente

Nuova vita a Leganès

Post successivo

100!

Stefano Sannino

Stefano Sannino

Salve ragazzuoli!
Mi chiamo Stefano Sannino.
Nato e cresciuto nella ridente cittadina di Montelupo Fiorentino. Perdigiorno professionista. Studente Universitario in Biotecnologie nei ritagli di tempo. Sono qui per raccontarvi le mie (dis)avventure in giro per il mondo.
Stay tuned

Nessun Commento

Facci sapere cosa ne pensi, dai voce alle tue opinioni ;)