Cinema

Il castello errante di Howl parte I: la recensione

Hi konbanwa!

 

Eccomi qui per parlarvi di un film di animazione a mio avviso veramente notevole, di cui consiglio la visione a chiunque non lo conosca ancora.

 

Il castello errante di Howl è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Diana Wyne Jones del 1986. Ci troviamo in un mondo che nelle architetture ricorda quello Europeo dei primi anni del Novecento, in particolare l’Alsazia degli anni immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale. Se avete visto il sequel della serie Fullmetal Alchemist, Il conquistatore di Shamballa, ambientato nella Germania degli anni Venti, troverete il contesto molto simile (ma quanto sono nerd?!).

Questo mondo ancora semi-rurale in cui magia e tecnologia coesistono, è minacciato da una guerra di enorme portata. Maghi e stregoni popolano la terra, alcuni interessati solo alle proprie “malefatte” (come ad esempio rubare il cuore alle giovani fanciulle), altri in collaborazione o in opposizione agli eserciti della Corona. In tutto ciò, una ragazza semplice e con molta poca fiducia in se stessa, conduce la sua anonima vita cucendo cappelli. Sophie non si sente bella né interessante come le altre ragazze, soprattutto come la sorella Lettie, affabile e affascinante: veste sempre di grigio, sorride raramente, compensa le doti fisiche e caratteriali che crede di non avere con un grande impegno lavorativo, portando avanti l’attività iniziata dai genitori.

Un giorno, durante una passeggiata, Sophie viene importunata da alcune guardie dell’esercito, ma un giovane la tira fuori dai guai fingendosi il suo accompagnatore.

Fin qui, solo un incontro di fortuna con un ragazzo molto gentile; se non fosse che, per sfuggire ai loro inseguitori, i due iniziano a volteggiare in aria sopra le case della città. Dopodiché il giovane si congeda da una sconcertata (ma affascinata) Sophie. La ragazza si confida con la sorella, che la rimprovera per il suo comportamento poco cauto: “Se questo stregone fosse stato Howl ti avrebbe potuto mangiare il cuore!”. Di tutti i maghi che popolano quel mondo, infatti, tre sono i più temibili: la Strega delle lande, avida e malvagia, Saliman, potente maga a servizio del re e Howl, da tutti considerato un adescatore di belle fanciulle per rubare loro il cuore e farsene un pasto succulento (in realtà uno spirito ribelle che insegue solo la propria libertà).

Miyazaki il castello errante di howl  giappone steampunk

Rientrata a casa Sophie riceve la visita nientemeno che della Strega delle lande che le lancia una maledizione, condannandola a una precoce vecchiaia e costringendola a tacere sulla propria condizione.

Dopo una notte di grande angoscia, Sophie nelle sue nuove vesti di “nonnina” decide di mettersi in viaggio, con la scusa di andare a trovare la sorella minore. Incontra così il primo di una lunga serie di buffi personaggi: Testa di Rapa, uno spaventapasseri che la ragazza libera da un pertugio in cui si era incastrato. È proprio Rapa a metterla sulla strada del Castello errante, che proprio in quel momento volteggia sopra di loro. La nonnina Sophie riesce a entrare con grande fatica, e stringe amicizia con Calcifer, il demone del fuoco che anima e muove il castello, e Markl, un bambino al servizio di Howl. Tornato quest’ultimo da una delle sue missioni, la nonnina scopre che si tratta del ragazzo incontrato al mercato il giorno precedente e decide di rimanere all’interno del castello come donna delle pulizie. Tra un cambio di acconciatura di Howl e una colazione abbondante cucinata a Markl, Sophie conquista tutti con la sua grande forza di spirito, soprattutto il bizzarro padrone di casa…

 

In questo bizzarro mondo di guerra, maledizioni e ambientazione steampunk, il lieto fine è però assicurato e, come si suol dire, “l’amore trionfa”. Sophie, quasi completamente tornata alla sua forma normale, riesce a liberare Howl dall’incantesimo che da anni lo tormenta: non tutta la vita dello stregone, infatti, è stata segnata dalla bontà; egli aveva stretto un contratto con una stella cadente da lui catturata (il buon Calcifer), legando il suo cuore all’essenza della stella, e rischiando di consumarsi nella malvagità e nell’avarizia come la Strega delle lande.

Una strana consapevolezza guida Sophie nelle sue azioni, e la forza dei sentimenti che prova per Howl la rendono sicura dei suoi gesti; lo stesso si può dire dello stregone, che prende parte alla guerra (senza però schierarsi con la Corona) avendo finalmente trovato qualcuno per cui lottare.

 

Sayonara!

 

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Aligiu Giafogli

Aligiu Giafogli

Hi konbanwa! Sono nata a Empoli nel 1992, da sempre ho un'immensa passione per la scrittura, la letteratura e l'arte (e anche per i maglioni invernali e i gatti neri e obesi, ma questa è un'altra storia). Sono una persona caotica, romantica, talvolta incoerente, e i miei molteplici interessi (lo vedrete, anzi: lo leggerete!) rispecchiano la mia personalità. Da gennaio 2015 mi sono trasferita dalla piccola e tranquilla Limite sull'Arno all'Abruzzo, dove a breve inizierò a frequentare la magistrale di Filologia moderna. Che altro dire di me? Ho una perenne e infinita wish list di esperienze da fare, libri da leggere, posti da visitare. Adoro tutto ciò che è bordeaux, le penne bic nere e gli anime, e il mio sogno nel cassetto è vedere l'aurora boreale mangiando una tazza di latte e cereali. Se m’incontrate per strada offritemi un ginseng... ma non portatemi mai a una bancarella di libri usati: potrebbe essere l'ultima cosa che fate.
Sayonara!

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