Cinema

Acrid – La recensione

Acrid, “aspro” in iraniano, è un film che non solo parla della condizione della donna in Medioriente, ma si concentra sul carattere forte della donna che, in qualunque parte del mondo sia, deve avere a che fare con il tradimento e affrontarlo nella migliore dei modi a seconda della situazione; un concetto estremamente occidentale che si insinua nel mondo orientale.

Distribuito da Imagica, il film diretto dall’esordiente iraniano Asadizadeh sarà nelle sale da giovedì 11 giugno e, dopo aver vinto il premio come Miglior Cast al Festival Internazionale del Cinema di Roma, non potevo che avere grandi aspettative, che non sono state tradite. In un’interessante narrazione circolare, si alternano le vicende di 4 donne: vite diverse, età altrettanto variegate, ma accomunate dal tradimento dei propri mariti o fidanzati, in un neorealismo essenziale che non lascia spazio a giri pindarici sull’argomento e sulle loro vite. Una consecutio di storie e personaggi calcolata (forse troppo?) il fil rouge che lega tutte le storie è l’amarezza del tradimento, in tutte le sue forme in una Iran che non vuole cambiare, ma che trova nel genere Donna una solidarietà femminile intrinseca.

La famiglia e la sua istituzione, il rapporto di coppia, sono arrivati, in Iran ma non solo, a un punto estremamente delicato, in cui ogni certezza e ideale barcolla, soprattutto a causa dei cambiamenti della società, che, come vediamo nel film, sono colpevoli di aver reso vacillanti i rapporti interpersonali.

Too much, forse? Probabilmente il film nasconde più spunti di riflessioni di quanti ne possiamo cogliere a un primo sguardo, ma rimane una visione interessante (e consigliata) in una torrida estate… anche al cinema!

 

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Giulia Farsetti

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni: l’arte, il cinema, l’attualità e la scrittura. Ecco quindi la nascita di questo blog, che altro non è che un sublime connubio dei miei interessi.
Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista… La verità è che loro esistono, ma non siamo venuti ancora in contatto. Sto attendendo.

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